Author: mjacob

2 luglio 2020

Mt 9,1-8

«Vedendo la loro fede…»

Il Vangelo ci propone il prototipo dell’uomo “portato” da altri, meglio ancora “supportato”. Il paralitico che giace su quel lettuccio non ha né voce né volto, ma ha la voce e il volto della “comunità”. Lo potremmo catalogare come l’emblema di noi tutti, persone che crediamo di essere autonomi, ma in realtà siamo povere creature deboli e fragili. La nostra sola forza è la comunità, il sentirci corpo e uniti insieme. È la Chiesa! Quei barellieri sono proprio la Chiesa che ci porta davanti al Signore. Di loro si dice che hanno avuto una fiducia cieca, tanto da muovere Gesù alla guarigione interiore e corporale di quel povero uomo. Incontrando i nostri fratelli noi incontriamo Gesù e con lui la vita cambia, è capovolta. In questa esperienza liberante a nostra volta anche noi possiamo portare i nostri fratelli.

1 luglio 2020

Mt 8,28 -34

«Sei venuto per rovinarci?»

Tra il male e il bene, tra Gesù e satana vi è totale incompatibilità: “cosa abbiamo noi  in comune con te”, gridano gli ossessi. Anche nella nostra vita non può esserci una via di mezzo, o camminiamo verso il bene, o roviniamo verso il male. Non è sempre facile però comprendere dove è veramente il bene, dove si sviluppa e cresce. Sembra che la strada del male sia lastricata dalle migliori intenzioni! Veramente è necessario chiedere un cuore illuminato, perché possiamo discernere il bene autentico da quello fittizio. Che cosa fare? Chiedere aiuto, non fare come i geraseni che per paura chiedono a Gesù di allontanarsi,per timore di perdere ogni sicurezza umana. Sì, la conversione è scomoda, ma rende autenticamente felici!

 

30 giugno 2020

Mt 8,23-27

«Perché avete paura?»

Sembrerebbe banale questa risposta data da Gesù nel pieno di una tempesta sul lago. I discepoli si trovano sulla barca in pericolo imminente e rischiano di morire: certo che hanno paura! Quante volte anche a noi capita una situazione simile, e il Signore sembra dormire, sembra addirittura lontano. Svegliamo anche noi il Maestro: Signore, ma non t’importa di me? Proprio in questi momenti sentiremo la sua presenza e percepiremo la sicurezza di non essere soli: Lui è con noi, è il Dio-con-noi. Lui, l’Onnipotente, il Misericordioso sgriderà i venti e placherà ogni nostra tempesta. Sì, quando le nostre giornate “fanno acqua” lui è al nostro fianco per aiutarci.

6 giugno 2020

Mc 12,38-44

 

La vedova dei due spiccioli.

Ci troviamo oggi davanti ad un dittico: da un lato gli scribi che usano fare sfoggio delle loro vesti ed amano essere applauditi, dall’altro c’è una povera vedova che nell’anonimato offre tutto ciò che possiede. Questa vedova è indicata come modello da Gesù ai discepoli di ieri e di oggi, a noi.

Senza parlare, né predicare, il suo agire è un forte richiamo per tutti alla vera fede: all’abbandono fiducioso in Dio. Lei è pronta a donare, a donare tutto ciò che ha, nella certezza che il Signore avrà cura di lei. Dando si riceve, perché l’Amore è per sua natura diffusivo e più si dona, più si moltiplica. In momenti come questo in cui la crisi si fa sentire maggiormente, dove le necessità e i bisogni sono a volte impellenti, la Parola può sembrarci illusoria… ma se crediamo… il deserto fiorirà! Condividiamo il poco che abbiamo. Diamo fiducia alla Parola, diamo fiducia a Dio e lasciamoci stupire.

 

29 giugno 2020

Solennità dei Santi Pietro e Paolo    Mt 16,13-19

«Né carne né sangue te lo hanno rivelato»

Già dal 354, i Santi apostoli Pietro e Paolo venivano ricordati in un’unicacelebrazione. Il Vangelo ben conosciuto che oggi la Liturgia ci offre, ricorda l’episodio di Cesarea dove Gesù interroga i discepoli sulla sua identità. In questa narrazione emerge Pietro come l’immagine di tutta la Chiesa che attraverso di lui, per grazia dello Spirito Santo, riconosce in Gesù il Figlio del Dio Vivente. Sì, non è né la carne né il sangue che ci rivelano la vera identità del Signore, ma il Padre. Aver conosciuto Gesù secondo la carne non può salvarci, lo dimostra anche tutta la vita e gli scritti dell’Apostolo Paolo: se crediamo in Gesù solo secondo la carne, siamo da compiangere più di tutti gli uomini!Infatti, anche un solo demonio sa e conosce Gesù  meglio di tutti gli uomini della terra, ma il riconoscerlo, amarlo e servirlo nello Spirito, questa è la fede e la nostra salvezza.

 

28 giugno 2020

Mt 10,37-42

«Chi non prende la sua croce e mi segue…»

Il Vangelo di oggi ci invita ad accogliere la croce; una cosa che non ci riesce mai troppo immediata, anzi ci viene istintivo fuggire di fronte alla sofferenza e alla difficoltà. Ma allora il Signore ci sta chiedendo una cosa da eroi? No!  Da cristiani, semplicemente da discepoli! Non possiamo dirci cristiani se non abbracciamo la SUA croce, non la nostra; in quella sola c’è salvezza. Prenderla e seguirlo è la strada del discepolo che va verso la Sua risurrezione. Il Signore Gesù ci ha promesso una salvezza che passa per la croce, altrimenti saremmo solo illusi. Egli non ci salva dal dolore, dai problemi di ogni giorno, ma nel dolore e nei problemi di ogni giorno, perché seguendolo scopriamo di essere veramente salvati e liberati.

27 giugno 2020

Mt 8,5-17

«Ricordati della comunità

che ti sei acquistata nei tempi antichi»

Il salmo inizia con una domanda che non è nuova: O Dio, perché ci respingi per sempre?Con essa si vuole esprimere la sofferenza per il silenzio di Dio che dura da troppo tempo. A parlare è un popolo smarrito, senza una guida e senza più riferimenti. Guardando in retro visione, il popolo riporta al cuore la potenza di Dio Creatore che ha spezzato il caos mettendo ordine. Ritornando al principio è possibile rafforzare la speranza, perché di fronte a Lui nessuna situazione è irreversibile. È così ritrovata la fiducia e il lamento si trasforma in preghiera: Ricordati della comunità…non dimenticare mai la vita dei tuoi poveri. Infatti, la preghiera ha potere di risvegliare il cuore di Dio portandolo a compassione, come possiamo vedere nel Vangelo. L’effetto della preghiera del centurione a Gesù ottiene la guarigione del suo servo, così anche noi accostiamoci a Lui con fiducia esponendogli le nostre necessità.

26 giugno 2020

Mt 8,1-4

 

«Mi si attacchi la lingua al palato

se lascio cadere il tuo ricordo»

Nella prima parte del salmo si descrive la situazione degli ebrei in esilio. Proprio in questa situazione di sofferenza e di amarezza, si pretendono canzoni gioiose. Ma come è possibile gioire in terra straniera, in situazioni di tristezza? Di quale gioia gioire?

Anche in questi momenti possiamo gioire della gioia che trova il suo fondamento nella certezza dell’amore di Dio. Come suggerisce il Vangelo, siamo chiamati a porre il fondamento della gioia nella fedeltà di Dio le cui promesse sono incrollabili e vittoriose. Per questo è importante mantenere viva la memoria dell’esperienza dell’amore di Dio nella nostra vita.

25 giugno 2020

Mt 7,21-29

«O Dio, liberaci e perdona i nostri peccati a motivo del tuo nome»

Il salmo 78/79 rispecchia la situazione terribile che abbiamo ascoltato nella 1a Lettura. Difronte a ciò che è accaduto, il salmista esprime il fremito interiore non solo perché il popolo è assalito, quanto piuttosto perché vede che Dio è colpito. Per questo egli chiede che la gloria del Signore sia riconosciuta e, in forza della fedeltà a Lui, giunga anche la salvezza.

Solo rimanendo aggrappati alla roccia che è la Parola di Dio è possibile rimanere stabili nelle prove e nelle umiliazioni che la vita ci presenta.

Ascoltare e mettere in pratica le parole di Gesù ci rendono terreno fertile dove fiorisce la salvezza di Dio.

 

24 giugno 2020

Natività di San Giovanni Battista, solennità                   Lc 1,57-66.80

«Giovanni è il suo nome».

«Sei Tu che mi hai tessuto nel grembo di mia madre».

Nel salmo odierno fede ed esistenza si uniscono, proprio come nella vita di San Giovanni Battista. Pregando con esso, impariamo che per capire e apprezzare la propria esistenza bisogna guardare al progetto di Dio Creatore e Redentore, che insieme all’esistenza dona anche una missione da compiere, come fu per san Giovanni, l’unico insieme a Gesù e Maria Santissimadi cui festeggiamo anche la nascita. Fermiamoci a contemplare con stupore il miracolo della vita che viene tessutoda Dio stesso, come un ricamo, nel grembo di una donna. Anche noi siamo chiamati all’esistenza con la missione di far risplendere Colui che è ricamato nei nostri cuori: Cristo.