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Pubblicazione della terza edizione italiana del Messale romano, il messaggio dei Vescovi

Pubblichiamo in allegato il messaggio dei Vescovi italiani, sulla pubblicazione della terza edizione italiana del Messale romano. «Il libro del Messale – scrivono i Vescovi nel loro messaggio – non è solo uno strumento per la celebrazione, ma è, prima di tutto, un testimone privilegiato di come la Chiesa abbia obbedito al comandamento – che è pegno, dono e supplica d’amore – di spezzare il pane in memoria del Signore. Le sue pagine custodiscono la ricchezza della tradizione della Chiesa, il suo desiderio di immergersi nel mistero pasquale, di attuarlo nella celebrazione, di tradurlo nella vita. Nel riconsegnare il Messale, vogliamo invitare tutte le comunità a riscoprire nella Liturgia la «prima e indispensabile fonte dalla quale i fedeli possono attingere il genuino spirito cristiano» (Sacrosanctum concilium, 14). La partecipazione piena, consapevole, attiva e fruttuosa alla celebrazione dell’Eucaristia è garanzia per una formazione integrale della personalità cristiana».

Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani

In occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani (18-25 gennaio), l’ufficio diocesano per l’Ecumenismo, diretto da don Francesco Angelucci, coordina un calendario di appuntamenti di incontro e preghiera sul territorio diocesano.
Giovedì 16 gennaio, nella Giornata per l’approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, i sacerdoti riuniti in seminario con il vescovo Marcello Semeraro dedicheranno un momento importante alla riflessione sul Cantico dei cantici, mentre venerdì 17 gennaio, alle 19,30 sarà celebrata la Veglia ecumenica diocesana, a Pomezia nella parrocchia di San Bonifacio, presieduta dal vescovo Marcello Semeraro. Nella celebrazione, il vescovo ausiliare romeno ortodosso monsignor Atanasio introdurrà l’atto penitenziale e il pastore Luca Maria Negro, responsabile della Comunità evangelica ecumenica di Albano e presidente della Fcei (Federazione Chiese Evangeliche in Italia) offrirà la predicazione sul tema dell’accoglienza ai naufraghi, quale fu San Paolo all’isola di Malta: “Ci trattarono con gentilezza…”. Il tema sarà concretizzato anche dalla testimonianza ecumenica di Mediterranean Hope e della comunità di Sant’Egidio, mentre ai canti dell’assemblea guidati da don Franco Ponchia faranno eco gli inni del coro polifonico ortodosso diretto da padre Gavril Popa e del coro polifonico evangelico di Alberto Annarilli. La colletta sarà devoluta al sostegno dei Corridoi umanitari.
Infine, dal 18 al 25 gennaio, ogni parrocchia e ogni comunità religiosa è invitata e dare concretezza alla Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, per la quale i suggerimenti quest’anno vengono dalle Chiese cristiane presenti a Malta. L’ufficio per l’Ecumenismo è a disposizione per collaborare con le parrocchie che lo vorranno.

Pastorale giovanile, al via LabOratorio: il percorso di formazione per animatori

Prenderà il via il 19 gennaio “LabOratorio”, un percorso di formazione per animatori di oratorio, a cura del Servizio di pastorale giovanile della diocesi di Albano e del Centro oratori diocesano, diretti da don Valerio Messina. Il percorso si articolerà in tre incontri, a cadenza mensile, tutti dalle 9,30 alle 16,30, in differenti zone del territorio diocesano. «Fare gli animatori – spiega don Valerio Messina – richiede una formazione che si presenta come l’occasione in cui poter migliorare il proprio servizio e acquisire nuove abilità. Come servizio di Pastorale giovanile e Centro oratori diocesano abbiamo pensato di iniziare a incontrare gli animatori degli oratori, per conoscerli, farli conoscere e iniziare con loro un cammino di crescita e formazione». Il primo appuntamento sarà domenica 19 gennaio ad Anzio, presso la parrocchia dei Santi Anna e Gioacchino, in località Lavinio, sul tema “Animo!”, mentre il secondo incontro è in calendario domenica 16 febbraio a Ciampino, nella parrocchia Gesù Divino operaio, sul tema “Facciamo fuori l’Oratorio”. Il terzo e conclusivo appuntamento sarà domenica 1 marzo a Torvaianica, nella parrocchia Beata Vergine Immacolata, con il convegno diocesano di Pastorale giovanile sul tema “Creativi per fare!”.

«Creativi per fare. Il discernimento all’opera». Scarica qui le schede pastorali

Si è svolto giovedì 3 ottobre, presso la parrocchia dei Santi Pietro e Paolo di Aprilia, l’incontro tra il vescovo Marcello Semeraro e i componenti di tutti i Consigli pastorali vicariali e del Consiglio pastorale diocesano, che ha segnato l’avvio dei lavori nelle comunità parrocchiali nel nuovo anno pastorale.
Chiamate a riflettere sul tema “Creativi per fare. Il discernimento all’opera” le comunità parrocchiali hanno il compito di individuare, alla luce del progetto pastorale della Chiesa di Albano, quattro prassi da cui partire: “Cosa fare di nuovo”, “Cosa fare di meno”, “Cosa fare meglio”, “Cosa non fare più”.
In allegato, pubblichiamo le Schede pastorali, da scaricare per il lavoro nelle parrocchie.

1 – Il Percorso pastorale 2019/2010 propone un lavoro sinodale di discernimento comunitario che, tenendo conto delle cinque priorità che da anni stiamo seguendo (sinodalità, laici, consigli, giovani/oratorio, territorio), punti ad individuare quattro prassi pastorali su cui intervenire, in modo diverso, perché esprimano sempre meglio il volto materno della Chiesa. L’orizzonte della Chiesa di Albano rimane l’impegno ad incarnare il volto di Chiesa madre. In questa tensione avvertiamo l’esigenza di riconvertire la nostra pastorale in chiave generativa.

2 – La scheda Biblica offre spunti per una Lectio divina sul vangelo di Matteo 14, 13-21.

3- La Scheda pastorale per le parrocchie accompagna il lavoro delle comunità parrocchiali sul tema di questo anno pastorale 2019/2020. Essa fa riferimento ai contenuti del Convegno pastorale diocesano dello scorso giugno: sarà quindi indispensabile rileggere e approfondire i testi delle relazioni pubblicati da MiterThev negli Atti, dal titolo: Creativi per fare. Il discernimento all’opera.

4 – La Scheda di lavoro CPV intende aiutare nel lavoro di sintesi offrendo suggerimenti che possano arricchire la prospettiva parrocchiale, ma anche attivare processi sinodali di pastorale integrata a livello vicariale.

Il messaggio di auguri per il Santo Natale del vescovo Semeraro

Abitare, accogliere, diventare figli: sono i tre verbi con cui desidero formulare l’augurio (vorrei anche dire l’invito) natalizio. Li raccolgo dal vangelo secondo Giovanni che sarà proclamato nella Messa del 25 dicembre. Rileggiamo: «il Verbo si fece carne e venne ad abitare in mezzo a noi … Venne fra i suoi, e i suoi non lo hanno accolto. A quanti però lo hanno accolto ha dato potere di diventare figli di Dio». Gesù non è giunto a noi come un turista e neppure come un occupante. È arrivato come uno straniero, perché la sua patria era altrove: il grembo del Padre, dove fin dall’eternità è stato generato e dal quale non si allontanerà mai. È giunto senza permesso di soggiorno; lo ha fatto chiedere, anzi, a una donna di un angolo sperduto del mondo. Giunge a noi come estraneo e i suoi non lo hanno accolto. Ecco la storia. Prima che di una felice intimità, Natale è il dramma di un respingimento. Il vangelo secondo Luca, in verità, non la racconta così. Narra laconicamente che non c’era posto nell’alloggio! Tutto molto anonimo e burocratico. Non c’è posto, l’ufficio è chiuso: punto! E si nasconde così pure la faccia. Alcune persone, tuttavia, lo hanno accolto Gesù: Maria e Giuseppe (due sposi che si vogliono bene), dei pastori di Betlemme (fra gli scartati dell’epoca, che perciò conoscono il rifiuto) e alcuni Saggi giunti da Oriente (i quali intuiscono la furbizia del potente di turno e cambiano rotta). La nascita – ogni nascita, non solo quella di Gesù – è questione di accoglienza. Ciascuno di noi entra nel mondo da estraneo e ne diviene parte soltanto grazie all’accoglienza che riceve da chi lo ha generato e da chi gli sta attorno e gli vuol bene. Ed è poi sempre così. Anche per questo, forse, il quarto evangelista unisce l’accoglienza al diventare figli. Il mistero che si realizza per quanti accolgono Gesù Salvatore – generati non da sangue né da volere di carne né da volere di uomo, ma da Dio – è un po’ una sorta di specchio per ciò che si avvera in chiunque accoglie chi giunge d’altrove. Anche nella nostra dimensione terrena, quando si accoglie si diventa figli; almeno uomini, diciamo. Auguri per il Santo Natale e per il nuovo anno. Perché ci veda diventare più umani.

Marcello Semeraro, vescovo

Momenti conviviali natalizi con i Poveri a cura della Caritas

«Quando dai un banchetto, invita poveri, storpi, zoppi, ciechi; e sarai beato perché non hanno da ricambiarti. Riceverai infatti la tua ricompensa alla risurrezione dei giusti». (Lc 14,13-14)
Le comunità parrocchiali del Vicariato territoriale di Ardea-Pomezia, in collaborazione con le amministrazioni comunali delle rispettive città, desiderano vivere le festività natalizie con tutti gli amici senza fissa dimora, le persone con difficoltà economiche e gli ospiti delle Case di accoglienza “Cardinal Pizzardo” di Torvaianica e “Monsignor Dante Bernini” di Tor San Lorenzo, attraverso i momenti conviviali del pranzo e della cena.
Per partecipare come volontario/a ai pranzi o cene natalizie dei poveri si può lasciare l’adesione con i dati e la scelta del momento conviviale a cui partecipare inviando una email all’indirizzo caritasalbano@gmail.com. La Caritas diocesana ricontatterà gli aderenti fornendo tutte le informazioni.
I volontari devono essere maggiorenni.
Di seguito il calendario degli appuntamenti:
CENA 24 DICEMBRE, Casa di Accoglienza “Cardinal Pizzardo” – Torvaianica
PRANZO 26 DICEMBRE, Casa di Accoglienza “Cardinal Pizzardo” – Torvaianica
CENA 28 DICEMBRE, Salone parrocchiale “San Bonifacio” – Pomezia
PRANZO 31 DICEMBRE, Casa di Accoglienza “Cardinal Pizzardo” – Torvaianica

In preghiera e nella gioia per il 50° di sacerdozio di papa Francesco

In occasione del 50° anniversario di ordinazione sacerdotale di papa Francesco, il vescovo Marcello Semeraro ha scritto una lettera al presbiterio diocesano, sottolineando come questa sia un’occasione per ritrovarsi e stare insieme nell’amore e nella gioia e chiedendo ai sacerdoti di inserire nella «preghiera universale» della Messa del 13 dicembre e del successivo 15 dicembre – Domenica Gaudete, III di Avvento – una apposita formula per il Pontefice.
In allegato, la lettera al presbiterio.