Lettere del Vescovo nel tempo dell’emergenza

Aggiornato al 24/03/2020 – Racchiudiamo in questa sezione le lettere – al clero diocesano e ai fedeli – che il vescovo Marcello Semeraro ha scritto nel tempo di emergenza per l’epidemia di Covid-19.

Lettera del Vicario Generale al presbiterio del 24/03/2020
Il Vicario Generale, monsignor Franco Marando ha scritto ai sacerdoti del presbiterio diocesano una lettera riguardo il rispetto di alcune indicazioni e attenzioni prescritte per questo tempo di particolare emergenza.
Clicca qui per il documento.

Lettera ai Catecumeni del 22/03/2020
Nella quarta domenica di Quaresima, il vescovo Marcello Semeraro si è rivolto ai tredici Catecumeni eletti della diocesi di Albano, scrivendo loro una lettera (clicca qui per il documento) per dimostrare loro vicinanza e preghiera, in questo periodo di emergenza. «Tra il Battesimo e l’Eucaristia – ha scritto Semeraro – c’è un rapporto scambievole. Desiderando, perciò, ciascuno di voi il Battesimo, con ciò stesso egli desidera pure l’Eucaristia. Per questo vostro sincero desiderio, siatene certi, Gesù si mette accanto a voi, sostiene il vostro cammino verso di Lui e attende anch’Egli d’incontrarvi nei Sacramenti che saranno celebrati nella Veglia di Pentecoste. Tutta la Chiesa di Albano si stringe a voi. Intanto, nel cuore di ciascuno lo Spirito Santo fa nascere il sospiro più bello: rivolgersi a Dio chiamandolo Padre».
La celebrazione dei Sacramenti ai Catecumeni eletti, inizialmente prevista nella notte di Pasqua, è stata rinviata alla vigilia di Pentecoste.

Lettera al presbiterio della diocesi di Albano del 20/03/2020
Il vescovo Marcello Semeraro ha inviato una nuova lettera ai sacerdoti del presbiterio diocesano (Clicca qui per il documento) dopo aver ricevuto dalla Asl Roma 6 i dati aggiornati al 20 marzo sulla situazione dei contagiati da Covid-19 sul territorio diocesano. Il vescovo ha invitato i sacerdoti a pregare per i preti deceduti per l’epidemia in Nord Italia e a continuare ad annunciare alla gente «che il Signore è Dio misericordioso e pietoso, lento all’ira e ricco di amore e fedeltà».

Lettera al clero in un tempo di emergenza del 19/03/2020
La lettera con cui il vescovo si è rivolto ai sacerdoti del presbiterio diocesano, riservando loro uno speciale pensiero e una parola appropriata in questo tempo di emergenza (clicca qui per il documento). 
In particolare, il vescovo si è soffermato su tre punti: il senso che ha, per i sacerdoti, la celebrazione di una Messa senza un’assemblea di fedeli; il valore, nell’attuale difficile situazione, di quella che abitualmente è chiamata comunione spirituale e da ultimo, il significato dell’espressione digiuno eucaristico.

Indicazioni diocesane per gli eletti del 19/03/2020
Con una lettera indirizzata al direttore dell’Ufficio Catechistico Diocesano, don Jourdan Pinheiro (Clicca qui per il documento), il vescovo Marcello Semeraro ha indicato le norme straordinarie per lo svolgimento dell’itinerario catecumenale per i giovani e adulti eletti.
Tali indicazioni, che tengono conto degli orientamenti presentati dal Servizio per il Catecumenato dell’Ufficio Catechistico Nazionale, sono indirizzate al Servizio diocesano per il Catecumenato, ai parroci e agli accompagnatori dei giovani e adulti eletti, per sostenere il loro cammino verso la celebrazione dei Sacramenti dell’Iniziazione cristiana in questo periodo di emergenza sanitaria.

Lettera ai fedeli della Diocesi di Albano del 10/03/2020
Il vescovo di Albano, Marcello Semeraro ha scritto una lettera ai fedeli della diocesi di Albano (clicca qui per il documento), in occasione delle nuove disposizioni del Governo italiano in materia di contrasto al contagio da Covid-19. Sono quattro le indicazioni pastorali che Semeraro rivolge alle parrocchie della diocesi: vivere la preghiera, la carità e il digiuno; tessere il filo delle comunità; vivere la prossimità e chiedere il dono della creatività, in modo che questo tempo di Quaresima – e di “enorme responsabilità” (come definito dalla Cei nel suo comunicato del 10/03/2020, disponibile qui) – sia vissuto come occasione di preghiera e di possibilità di operare il bene verso tutti.