OMELIA DEL VESCOVO per la Dedicazione della Chiesa Parrocchiale di San Lorenzo

10-08-2008

DEDICAZIONE DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI SAN LORENZO

Omelia

 

1. 'Ma è proprio vero che Dio abita sulla terra?' (1Re 8, 27). È davvero singolare che mentre ci disponiamo a dedicare al Signore la nostra chiesa parrocchiale, la Parola di Dio quasi ci incoraggia a considerare con occhio critico quello che stiamo per fare. Sorgono domande come questa: 'I cieli e la terra non possono contenere il Signore: come potrà Egli abitare in un Tempio?'. L'interrogativo di Salomone mette in luce lo stupore e la meraviglia, ma contiene al tempo stesso la consapevolezza che Dio è al di là della nostra portata; Egli è trascendente, infinito. 'Dio è spirito', abbiamo pure ascoltato dal dialogo di Gesù con la donna samaritana. Gesù afferma che veri adoratori sono soltanto quelli che adorano il Padre 'in spirito e verità' (Gv 4,23-24). Ecco, allora, che mentre noi ci disponiamo a onorare questo tempio con uno dei riti più solenni della Divina Liturgia, sembra che la Parola di Dio ci esorti a compiere subito un primo passo, che è quello di spostare la nostra attenzione dal luogo dove pregare al modo di adorare Iddio.

 

Dove posso incontrare Dio? Dove posso venire a contatto con la sorgente della vita, dove posso adorare? La donna samaritana capirà che il suo vero problema religioso non era il luogo, o il tempio, ma il fatto stesso di incontrare Dio, la sorgente della vita. 'Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto quello che ho fatto', dirà alla gente (cf v. 29. 39). Ha capito che incontrando Gesù gli è aperto il senso della vita. L'incontro con Gesù ' da cui giungono a noi lo Spirito Santo e la Verità ' apre gli occhi sulla vita: sulla vita di ciascuno di noi, sul senso della storia che viviamo, sul mondo che abitiamo'

 

'Adorare' non è una maniera di pensare Dio e neppure un modo per parlare a Dio. È un modo di stare davanti a Dio. L'adorazione si esprime con il gesto della prostrazione. Ed è così che noi riconosciamo che Dio è il Creatore e noi le sue creature; che Egli è il Santo e noi, che siamo peccatori, abbiamo bisogno della sua misericordia. Questo, però, non vuol dire affatto che sono da ritenersi aboliti i gesti esteriori e i riti del culto. In questa celebrazione, anzi, ne compiremo alcuni davvero molto significativi, belli, suggestivi. Gesù, però, ci avverte che il Padre 'cerca' adoratori 'in spirito e verità'. È necessario, allora, che ai gesti esterni corrisponda un atteggiamento dell'animo, un movimento del cuore, un'intenzione della volontà.

 

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