Omelia nella Dedicazione della Chiesa Parrocchiale di Torre Columena

06-08-2000

OMELIA

NELLA DEDICAZIONE DELLA CHIESA PARROCCHIALE DI TORRE COLIMENA

1. La celebrazione della Domenica, Pasqua della settimana, coincide in quest'anno giubilare con la festa della Trasfigurazione del Signore. 'Dinanzi a testimoni da lui prescelti, egli rivelò la sua gloria e nella sua umanità, in tutto simile alla nostra, fece risplendere una luce incomparabile””: con queste parole la Liturgia illustra il mistero oggi celebrato in tutta la Chiesa (dal Prefazio della festa). Fra le tante luci che illuminano l'uomo potremmo distinguerne due. C'è la luce che giunge dal di fuori, come quella di un faro, che getta il suo raggio su un attore che recita la parte su di un palcoscenico ed è la luce dell' esteriorità, dell'apparenza, del successo, dell'esibizione... ma non è di questa che ci ha parlato, il Vangelo. C'è, poi, la luce che scaturisce dall'interno, dall'interiorità, dal cuore. Accade, così, anche a noi di vedere, dallo sguardo di una persona, come trasparire l'innocenza e la semplicità del suo cuore e, al contrario, d'intuire le sue ansie, le sue preoccupazioni, il suo dolore. Il volto, infatti, è lo specchio dell'animo. Imago animi vultus, sentenziava un grande scrittore latino (CICERONE, De oratore III, 59). Gli stessi atteggiamenti esterni e pure gli abiti che scegliamo per le diverse circostanze traducono, il più delle volte, la nostra situazione interiore. A questa luce, che nasce dal di dentro e che s'irradia all'esterno, allude la pagina del Vangelo che oggi abbiamo ascoltato. Una luce incommensurabilmente superiore, di sicuro, poiché le vesti di Gesù divennero splendenti, bianchissime e il suo volto - come narrano gli evangelisti Matteo e Luca ' cambiò d'aspetto e brillò come il sole.

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