Omelia nella solennità di Cristo Re – Inizio del III anno della visita pastorale, 25 novembre 2012

25-11-2012

Celebrando la solennità di Gesù Cristo Re dell'universo, vogliamo subito acclamare a Lui coi titoli solenni che il libro dell'Apocalisse gli riserva: testimone fedele, primogenito dei morti e sovrano dei re della terra (Ap 1,5). Proclamati al termine di un anno liturgico, questi titoli ci aiutano a ripercorrere, con sguardo sintetico, il Mistero di Cristo. Egli è il testimone fedele, che col suo sangue ci ha liberato dai nostri peccati; è il primo-nato fra i morti, che ha fatto di noi un regno e sacerdoti per il nostro Dio; è il principe dei re della terra glorificato in potenza alla destra del Padre. «Da lì ' come professiamo nel Simbolo apostolico ' verrà a giudicare i vivi e i morti». Questa medesima acclamazione, scandita nei suoi tre momenti fondamentali, la ripeteremo fra poco durante la Preghiera Eucaristica: «Annunciamo la tua morte, Signore; proclamiamo la tua resurrezione nell'attesa della tua venuta». Colui che era e che è, Egli stesso viene ora incontro a noi. «La tua visita, che oggi accogliamo nei segni e nelle immagini, sia promessa dell'ultimo incontro con te, Signore» (dalla Preghiera per la Visita Pastorale).

 

1. Soffermiamoci sul titolo cristologico di testimone fedele. È ricco di spunti di riflessione per la liturgia che stiamo celebrando. Essa, infatti, segna l'inizio di una nuova tappa della Visita Pastorale e pure l'avvio di un anno, che intendiamo dedicare al tema del catecumenato crismale. Questo ci porterà a riflettere sulla Confermazione, il Sacramento che arricchisce i battezzati di una speciale forza dallo Spirito Santo perché ancora più alacremente s'impegnino «a diffondere e a difendere la fede con la parola e con l'opera, come veri testimoni di Cristo» (Lumen Gentium, n. 11).

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