Sacro Cuore di Gesù, Le Mole di Castelgandolfo

La Visita pastorale alla Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù delle Mole di Albano e Castelgandolfo è iniziata giovedì 5 maggio. Al suo arrivo il vescovo Marcello Semeraro è stato accolto dal parroco don Antonio Manzini per recarsi all'Asilo PIO XII. L'incontro è stato gioioso con i bambini che aspettavano questo momento con la curiosità tipica della loro età: forse pensavano ad una figura inarrivabile, invece si sono assiepati intorno all'ospite d'onore per scoprire la sua umanità. Le "suore brignoline", che da molti anni svolgono questo servizio, rappresentano un punto di riferimento per la comunità delle Mole per l'esempio di dedizione e di sensibilità educativa.

E subito dopo quelli che soffrono.
La seconda tappa è stata dedicata agli anziani di Casa Emmaus, dove le Suore Francescane Ospitaliere assistono oltre 40 ospiti. Il nostro vescovo ha avuto per tutte una parola di serenità e di speranza donando una momento di novità gioiosa. Ha poi fatto visita a due giovani che per il tempo, per la natura e la gravità della situazione sanitaria rappresentano un esempio di grande carità figliale per le famiglie che portano con serenità la croce della assistenza e la fiamma della speranza; un momento di vera emozione e commozione.

Le speranze per il futuro
Venerdì 6 maggio è stato dedicato all'incontro con i ragazzi del catechismo, i catechisti ed i genitori nel salone parrocchiale gremito. Fratel Dino, a nome di tutti i catechisti, ha illustrato la situazione, le iniziative e le prospettive della Iniziazione cristiana in parrocchia. I temi affrontati sono stati quelli dell'abbandono dopo i sacramenti, della partecipazione alle celebrazioni e l'importanza del Sacramento della Riconciliazione. Semeraro ha esortato i genitori a correggere queste deviazioni per permettere a tutti, in particolare ai ragazzi, di percorrere la «strada buona del Vangelo». Ai genitori ha richiesto di affiancare ed aiutare i ragazzi a costruirsi «ali più forti per volare». I ragazzi hanno rivolto al vescovo molte domande anche le più curiose, come «perché sei diventato vescovo?», «diventerai Papa?». Insomma, un incontro aperto, sereno e formativo per tutti i partecipanti.

Le comunità religiose ed il Consiglio pastorale.
Sabato 7 maggio era tutto per gli organismi pastorali della comunità, cominciando con le comunità religiose presenti nel territorio (ben sei), che cooperano alle attività pastorali a seconda dei propri carismi e delle possibilità materiali. Nell'incontro tenuto presso la Casa Regina degli Apostoli, il vescovo ha esortato le comunità presenti a vivere e condividere la vita pastorale della parrocchia e di non deviare dal proprio carisma originale.

All'inizio dell'incontro con il Consiglio pastorale, il vescovo ha voluto ringraziare ed elogiare don Antonio per la famigliarità che ha suscitato nella comunità, segno evidente della sua opera capillare di pastore. La relazione del Cpp ha descritto sinteticamente il territorio, le caratteristiche, la partecipazione, le difficoltà. L'impegnativa preparazione fatta sui questionari ha fatto emergere una serie di domande e di riflessioni sulle iniziative finora condotte e quelle che potrebbero essere necessarie nel prossimo futuro. La parrocchia ha delle carenze strutturali ed ambientali per portare avanti le attività di base e su questo tema il gruppo dei "visitatori" ha proposto di prendere in considerazione la "pastorale integrata" anche sotto la forma delle condivisione delle risorse ambientali della altre parrocchie e degli istituti religiosi.

Concludendo
La Visita si è conclusa con la Sante Messa di domenica 8 maggio. Nella omelia è stata ribadita la necessità di coltivare l'esperienza eucaristica come momento di crescita nella fede e nella maturità spirituale e personale. La nostra comunità parrocchiale è consapevole delle difficoltà ambientali, del territorio diffuso e privo di servizi, della partecipazione ridotta dei fedeli, della inadeguatezza delle strutture, ma non si ferma davanti a questi limiti. Uno dei problemi principali è focalizzato nella comunità e nella mancanza di unione, come ha detto don Jourdan. Un strada tracciata si basa sugli "amici delle Mole", fresca associazione di giovani che collabora con la parrocchia, dalla quale si spera possa nascere un nuovo desiderio di comunità, di comunità illuminata dalla fede nel Sacro Cuore di Gesù.

(Tratto da Millestrade, anno 4 n. 32)