Sant’Eugenio I papa, Pavona

Inizia la mattina di giovedì 24 marzo con la Visita ai bambini della scuola materna Pio XII, gestito dalla Congregazione delle Ancelle della Carità, l'incontro del vescovo con le realtà della Parrocchia Sant’Eugenio I, papa. Un momento vissuto nella semplicità in cui i più piccoli hanno portato i loro sorrisi e la loro gioia al vescovo anche attraverso il canto.

Nella sera dello stesso giorno il nuovo parroco, don Alessandro Paone, ha accolto il vescovo ed i convisitatori al secondo momento importante della visita: l'incontro con il Consiglio pastorale parrocchiale e il Consiglio per gli affari economici.

Lo strumento che ha guidato la discussione è stato il questionario pastorale risultato, a detta della comunità, di difficile compilazione, ma quanto mai fruttuoso per una buona verifica sul cammino fatto e soprattutto per guardare al futuro. Le questioni più urgenti evidenziate dal questionario sono state: una maggiore attenzione alla famiglia, la carenza di lavoro dovuta alla crisi economica, la scarsità di servizi e la necessità d'integrazione delle varie etnie presenti sul territorio. Il vescovo, dopo aver sottolineato alcune lacune nello svolgimento questionario, ha esaltato il gruppo per l'operatività e l'accoglienza dimostrata dalla comunità parrocchiale nei confronti delle esigenze del territorio, mettendo l'accento su quanto sia importante essere vicino alle famiglie che soffrono, valorizzare i rapporti personali, l'importanza dell'ascolto, della testimonianza di fede, della disponibilità e della fraternità. Concludendo l'incontro il vescovo ha dato appuntamento al prossimo anno, incoraggiando tutti a continuare e riprendere il lavoro di riflessione sulla parrocchia attraverso lo strumento del questionario.

Incontro con gli ammalati
Il venerdì pomeriggio è stato riservato alla Visita agli ammalati della parrocchia: andando incontro al mistero del dolore il nostro Pastore ha stretto mani doloranti ridando il sorriso a qualche bocca spenta con la semplicità della sua presenza.

In serata gli operatori pastorali hanno potuto avere un momento di ascolto e di condivisione con il vescovo in cui riprendere e rimettere al centro della vita della comunità l'oratorio come ponte tra la strada e la comunità ecclesiale. Come strumento per la realizzazione di questo obiettivo sono stati proposti gli Orientamenti pastorali Educare alla vita buona del vangelo, mettendo l'accento sulla ricchezza delle risorse umane della comunità cristiana.

Genitori ed educatori per i nostri figli
Nella giornata di sabato è stata riservata all'Iniziazione cristiana. La mattina, infatti, il vescovo ha incontrato i bambini che si preparano a ricevere l'Eucarestia con i loro genitori e i catechisti. È stata l'occasione per sottolineare la differenza dei compiti educativi dei genitori e dei catechisti: i primi educatori, anche nella fede, sono e rimangono i genitori; i catechisti aiutano in questo compito attraverso un percorso più sistematico. Altra sottolineatura importante il vescovo l'ha fatta sulla differenza di genitorialità e maternità/paternità: la generazione è una cosa "naturale", mentre genitori (madri e padri) lo si diventa nell'azione dell'educare i propri figli.

Nel pomeriggio Semeraro ha incontrato altri giovani che hanno deciso di continuare il loro cammino, alcuni in preparazione al sacramento della Confermazione ed altri per una scelta più matura di fede.

Agli scout ha ricordato come attraverso il libro della vita essi possono vivere la fede, utilizzando il creato come strumento portante per vivere nel mondo come cristiani.

La comunità eucaristica 
La domenica mattina la comunità si è riunita per la Celebrazione eucaristica presieduta dal vescovo. La significativa presenza del sindaco Maurizio Colacchi e di alcuni membri dell'amministrazione comunale, è stato il segno che la Visita pastorale deve coinvolgere non solo la comunità parrocchiale: può essere questo, infatti, il punto di partenza per un’apertura a 360° verso il territorio. Nell'omelia il vescovo ha detto di aver trovato un gruppo parrocchiale operante per la fede, con molte capacità organizzativa guidata da un forte spirito, dimostrato anche in un trascorso periodo difficoltoso nel continuare con sacrificio a seguire in silenzio la comunità.

(Tratto da Millestrade, anno 4 n. 31)