Sacro Cuore, Anzio

“Alzati e risplendi”. Sulle note di questo canto giovedì 10 ottobre, il vescovo di Albano, monsignor Marcello Semeraro è stato accolto da un nutrito gruppo di persone, in un clima di gioia, nel salone della Parrocchia del Sacro Cuore, la prima del Vicariato di Anzio a ricevere la visita del pastore. Poco prima il vescovo, insieme al parroco, don Natale Fiorentino, e a tre ministri straordinari della comunione, ha incontrato alcuni ammalati della Parrocchia, tra cui una persona cieca e una donna di cento anni: palpabile la commozione dei malati e delle loro famiglie.
Incontro con i Consigli parrocchiali
In serata si è svolta la riunione con il Consiglio pastorale parrocchiale e il Consiglio pastorale per gli affari economici durante la quale la varie commissioni hanno relazionato a partire dai risultati emersi dal questionario parrocchiale. Sono seguiti gli interventi dei convisitatori, don Jourdan Pinheiro e monsignor Gualtiero Isacchi, e del vescovo che ha esortato i presenti a servire il Signore con tutto loro stessi. «Il Signore vuole che facciamo le cose con il massimo delle nostre energie», ha detto monsignor Semeraro, facendo dono di un metodo pastorale tipico delle chiese latinoamericane: vedere, giudicare, agire.
Vedere: è necessario, infatti, “vedere bene” per verificare se nella vita, tanto personale quanto comunitaria, si sta camminando su un terreno piano o scosceso.
Giudicare: è necessario essere capaci di discernimento, saper distinguere tra bene e male.
Agire: decidersi per l’azione.
Vedere, giudicare, agire sono questi i compiti del Consiglio pastorale, luogo dove non si dovrebbe dire tu o io, ma noi; testimoniando la dimensione comunitaria della Chiesa.
La Parrocchia e l’attenzione al territorio
Il vescovo ha anche ricordato che la comunità parrocchiale deve essere attenta al servizio dell’uomo lì dove abita, a partire dalla realtà sociale in cui vive, senza trascurare l’impegno ecumenico. «Il nostro stile di vita – ha detto monsignor Semeraro – non deve essere improntato a quello di un social network, che ti mette in contatto anche con persone di un altro continente, ma non ti fa sentire la puzza del sudore della persona che ti sta accanto». Chiaro invito a riscoprire l’autenticità delle relazioni. Mons. Semeraro, infine, ha evidenziato quanto sia necessario guardare alle famiglie con “compassione e misericordia”, specialmente alle “famiglie ricostruite”, perché se hanno dei valori, questi vanno rispettati. A tal proposito ha anche invitato a non escludere mai nessuno dalla Parrocchia, anche il peccatore più incallito.
Il vescovo presiede l’assemblea parrocchiale
Sabato 12 ottobre, durante l’assemblea parrocchiale – costituita da singoli parrocchiani, dal Gruppo biblico, dal Rinnovamento nello Spirito, dal Cammino neocatecumenale, dai catechisti, dai ministri straordinari e dagli operatori Caritas – sono stati illustrati al vescovo i frutti del Convegno parrocchiale, svolto dal 27 al 29 settembre 2013, per orientare l’azione pastorale di quest’anno a partire dal tema: Prendersi cura, la custodia di sé e degli altri (ispirato all’omelia di papa Francesco in occasione dell’inizio del suo ministero petrino), tema che si svilupperà secondo il ritmo dell’Anno Liturgico. Incontrando gli operatori della Caritas, monsignor Semeraro ha anche distribuito un piccolo pacco di alimenti ad alcune famiglie bisognose, come segno della vicinanza della comunità cristiana. Toccante la visita agli ospiti del Centro d’Accoglienza Don Orione, insediato in un’ala dell’edificio parrocchiale: il vescovo è stato accolto dai bambini del Centro, a cominciare dal più piccolo, nato da pochi giorni, di origine bulgare, Krasì (che significa Grazioso) Orione (in onore di san Luigi Orione, fondatore della comunità religiosa che serve la Parrocchia). Dopo cena si è svolta una veglia in onore di Ricardo Gil Barcelòn e Antonio Arruè Peirò, due martiri della congregazione orionina, beatificati a Tarragona (Spagna) insieme ad altri martiri della guerra civile spagnola. Al termine della Celebrazione eucaristica di domenica 13 ottobre, il parroco ha ringraziato il vescovo: «Che ci aiuta a trasmettere la fede alle generazioni più piccole». In ultimo, l’esortazione di monsignor Semeraro nell’attenzione alla comunione e alla missione. Questo il respiro profondo della Chiesa a cui tutti sono chiamati. Insieme, e non da soli.
(Tratto da Millestrade, anno 6 n. 55)