San Benedetto, Anzio

Ècominciata giovedì 17 ottobre, in un clima di grande impegno, la visita del vescovo di Albano, Marcello Semeraro, presso la Parrocchi San Benedetto ad Anzio.
La visita alla Comunità Massimo
Il primo appuntamento è stato presso la Comunità Massimo, un centro per il recupero dalle dipendenze da droghe e alcool, nato nel 1982 quando spontaneamente un gruppo di persone, in seguito alla morte di un amico (Massimo appunto) si sia unito in associazione per accogliere e aiutare giovani in difficoltà. Da allora la comunità ha subito vari mutamenti: prima affiliata al Monastero di Vallechiara, poi dal 2008 associazione accreditata presso il Servizio sanitario nazionale, fino a diventare, oggi, una onlus di ispirazione cristiana. Gli ospiti della comunità hanno accolto cordialmente monsignor Semeraro, raccontando le loro dure esperienze di vita e il vescovo ha avuto sia per gli educatori che per i giovani parole di conforto e di speranza oltre che di ringraziamento.
Le priorità del Consiglio pastorale parrocchiale
Tornato in Parrocchia, monsignor Semeraro è stato accolto da tutto il Consiglio pastorale parrocchiale, con cui ha cenato a base di piatti tradizionali, prima dell’incontro con lo stesso Consiglio, introdotto dal parroco don Antonio Caristo, e proseguito con le relazioni dei vari componenti che hanno illustrato il lavoro svolto con i questionari. L’incontro si è svolto in un clima molto familiare, con il vescovo soddisfatto del lavoro svolto, così come i convisitatori don Jourdan Pinheiro e monsignor Gualtiero Isacchi. Tra le priorità segnalate, l’urgenza di riattivare l’oratorio e il dover partire dalle differenze culturali e di nazionalità presenti in Parrocchia.
Il vescovo incontra i malati dell’ospedale di Anzio
La mattinata di venerdì 18 ottobre è cominciata abbastanza presto con la visita all’ospedale di Anzio, in particolare nel reparto nefrologia ed emodialisi. Don Antonio (ex degente del reparto) ha guidato il vescovo nelle diverse camere, presentandogli i medici dell’equipe di emodialisi, in particolare la dottoressa Terrazzano – che ha illustrato un nuovo macchinario per l’emodialisi casalinga, di cui in tutto il Lazio ne sono presenti solo due – e il primario Della Grotta. La visita si è conclusa con la benedizione degli ammalati e con i ringraziamenti di tutti per questa grande opportunità ricevuta.
I giovani dell’Istituto Apicio
Alle 10.30 una folla festosa di giovani ha accolto monsignor Semeraro nell’auditorium dell’Istituto Marco Gavio Apicio. La scuola, accogliendo l’invito di don Antonio Caristo, ha organizzato un momento di dialogo con il pastore di Albano, e i giovani, coordinati dalla professoressa Miocchi, hanno preparato un serie di domande riguardanti principalmente il rapporto dei giovani con la Chiesa, in questo momento di crisi non solo economica, ma anche di indifferenza verso i bisogni dell’altro. «È sempre meglio parlare con voi guardandovi negli occhi – ha detto monsignor Semeraro – come in questo momento, nonostante io sia sempre in comunicazione con i giovani tramite internet ». L’incontro è terminato con un piacevole rinfresco organizzato dalla scuola e l’invito della preside al vescovo per fargli provare di persona i progressi in cucina dei ragazzi.
La Celebrazione eucaristica conclusiva
La Visita pastorale è ripresa domenica 20 ottobre alle 9.30 quando il vescovo, accompagnato da padre Giuseppe Zane, don Jourdan Pinheiro e don Carlino Panzeri ha presieduto alla solenne celebrazione dell’Eucaristia delle 10, con un’assemblea riunita in modo composto, ma allo stesso tempo allegro e colorato. I primi banchi sono occupati dai bambini del catechismo, mentre in fondo si è sistemato un gruppo di persone vestite in modo caratteristico. Sorridendo per questa inaspettata sorpresa, monsignor Semeraro ha approfondito il tema durante l’omelia, asserendo che: «Le diversità sono bellezze che il Signore porta a casa nostra». Momento significativo è stato l’offertorio, quando persone di varie nazionalità (messicani, colombiani, somali, eritrei e romeni) hanno posto nelle mani del pastore i loro doni. La Messa si è conclusa con la solenne processione che ha portato il vescovo verso la sacrestia ed è stata seguita da una festa nel salone dell’oratorio dove i bambini hanno accolto il vescovo con canti e doni.
(Tratto da Millestrade, anno 6 n. 55)