Sant’Antonio Abate, Falasche

Nel primo pomeriggio del 14 novembre ha avuto inizio la Visita pastorale del vescovo di Albano, monsignor Marcello Semeraro, presso la Parrocchia Sant’Antonio Abate, in Falasche. Il primo incontro è stato dedicato ai bambini alunni della scuola elementare – molto curiosi e che hanno rivolto varie domande al vescovo – accompagnati dai genitori. Monsignor Semeraro ha, quindi, incontrato la comunità delle Suore missionarie Unitas in Christo Patrem dove, su iniziativa di Luciana Colangelo, è stata aperta fino a domenica 17 novembre una mostra iconografica.
L’incontro con i consigli parrocchiali
In serata hanno avuto inizio i lavori relativi alla presentazione e discussione del questionario parrocchiale, cui hanno partecipato i convisitatori responsabili dei vari settori diocesani. Il parroco, don Luciano Zanecchia, ha aperto i lavori, mentre i gruppi di lavoro dei consigli parrocchiali hanno rilevato taluni argomenti di preoccupazione, richiedenti azioni in ambito parrocchiale e vicariale, come alcune difficoltà emerse nell’ambito della catechesi e tra il gruppo dei catechisti, o come l’apparente frizione o mancanza di dialogo con alcune realtà del territorio. «In ambito diocesano – ha ricordato il vescovo – esistono un progetto formativo e un programma educativo per la formazione di catechisti e animatori, cui è necessario aderire per essere adeguati alla necessità odierne di catechesi e di educazione per gli adolescenti, nonché per essere missionari nel proprio territorio, inteso più che mai come vicaria, specie laddove esistono fratture e incomprensioni. Tutti possiamo servire: se non ci sentiamo adeguati a fare catechesi, possiamo servire da operatori in ambito Caritas».
La visita a Villa Fortunata e ai malati della Parrocchia
Nella giornata di venerdì 15 novembre la Visita pastorale ha posto dapprima l’attenzione sulla condizione delle persone anziane e ammalate. Monsignor Semeraro si è recato presso la casa di riposo Villa Fortunata per un momento di incontro con gli ospiti e un successivo momento liturgico, animato dalle suore missionarie. In seguito, ha continuato la sua visita ad alcune persone ammalate al proprio domicilio, in Falasche, prima di incontrare i bambini del percorso di 1° e 2° anno di comunione e i ragazzi del percorso 1°, 2° e 3° anno di Cresima, accompagnati dai genitori, cui ha fatto seguito un momento di confronto con i catechisti.
La collaborazione con le parrocchie del vicariato
La giornata è proseguita con l’incontro del vescovo con il Gruppo famiglie, i giovani di Azione cattolica, la comunità della Suore missionarie Unitas in Christo Patrem, la Confraternita Sant’Antonio Abate, i gruppi parrocchiali, le persone anziane e tutti coloro che frequentano la Parrocchia. Per tutti il vescovo ha avuto parole di sprone a far bene, invitando a seguire i percorsi diocesani e ad ampliare la propria missionarietà sia nella propria Parrocchia che nel Vicariato di Anzio, auspicando sinergia fra le varie parrocchie. Al termine è seguita una agape fraterna offerta dalla confraternita.
La celebrazione della Cresima e la Messa conclusiva
Sabato 16 novembre, nel primo pomeriggio, in un clima di gioia e festa, è sceso lo Spirito Santo su alcuni ragazzi e giovani della Parrocchia. La liturgia è stata animata dal neonato coro formatosi su iniziativa di Maurizio Pilade e Arianna Vanni, riunendo in sé le diverse anime della Parrocchia, mentre l’offertorio è stato animato da alcuni genitori dei cresimandi. Domenica 17 novembre alle 10,30 ha avuto luogo la Celebrazione eucaristica conclusiva della Visita Pastorale, presieduta da monsignor Semeraro. Nella sua omelia il vescovo ha ripercorso le tappe della Visita alla Parrocchia Sant’Antonio Abate, ricordando le indicazioni e i richiami fatti ai consigli pastorali e ai catechisti e l’esistenza di un progetto di cammino comune. Infine, ha incoraggiato l’assemblea al decoro della liturgia domenicale: «Sono tanti i segni – ha detto monsignor Semeraro – che rendono bella la liturgia, diremmo che tutti i nostri sensi dovrebbero godere nella Messa della domenica. La vista per contemplare la bellezza, l’udito per l’armonia dei suoni, l’odorato per il profumo dell’incenso».
(Tratto da Millestrade, anno 6 n. 56)