Santa Messa del Crisma, Giovedì Santo – Albano, Basilica Cattedrale San Pancrazio

02-04-2026

In questa solenne Messa crismale ho voluto indossare questa bellissima mitria che, insieme al pastorale oggi utilizzato, sono stati donati alla nostra diocesi, per lascito testamentario, dal vescovo ausiliare defunto Paolo Gillet, di venerata memoria, venuto a mancare lo scorso 5 gennaio, dopo lunghi anni di sofferenza durante i quali è stato amorevolmente assistito. Le mani sapienti e laboriose delle Monache benedettine dell’abbazia di Santa Maria di Rosano (FI) avevano riprodotto con un fine ricamo l’affresco medievale del Cristo Pantocratore che si trova nelle nostre catacombe di San Senatore in Albano, sulla Via Appia Antica. Il Cristo ricamato sulla mitria riproduce fedelmente proprio quello delle nostre catacombe: con la mano destra benedice alla greca, nella mano sinistra regge il libro delle Sacre Scritture, gli occhi orientali a mandorla sono grandissimi, quasi sproporzionati, con uno sguardo profondo e fermo, insieme ieratico e solenne. Uno sguardo che sembra vedere diversamente da come vediamo noi: noi guardiamo per frammenti, per successione, spesso in modo frettoloso e distratto. Egli invece guarda in modo fisso e profondo; guarda nell’unità e, in questa liturgia, guarda questa santa assemblea che siamo tutti noi, come si guarda un unico corpo, il suo corpo che è la Chiesa (cf. 1 Cor 12). E questa Chiesa gli risponde con la dossologia, cioè con una breve e solenne formula liturgica di lode e gloria a Dio, che troviamo nel prologo dell’Apocalisse e che abbiamo appena proclamato: «A Colui che ci ama e ci ha liberati dai nostri peccati con il suo sangue, che ha fatto di noi un regno, sacerdoti per il suo Dio e Padre, a lui la gloria e la potenza nei secoli dei secoli. Amen» (Apc 1,5-6).