L’apertura ecumenica come caratteristica essenziale della cattolicità

Alcuni spunti da: Il sogno di un nuovo mattino. Lettere al papa (Vita e Pensiero, Milano 2024), Tomáš Halík, teologo, filosofo, sociologo e psicologo della Repubblica Ceca.

«L’apertura ecumenica come caratteristica essenziale della cattolicità»

Consapevoli che «la Bibbia intende la salvezza come un evento cosmico, la trasformazione di tutto e di tutti, che produrrà una nuova terra e un nuovo cielo» (p. 85), i cristiani hanno il compito e la missione di «elaborare a fondo e sviluppare appieno la cattolicità del cristianesimo» (p. 83) prendendosi «cura non solo dell’unità della Chiesa, ma anche dell’unità dell’umanità» (p. 85), aprendo porte e costruendo ponti a servizio dell’intera famiglia umana (p. 87), stigmatizzando la privatizzazione «della comprensione della salvezza» (p. 85). 

Oggi i cristiani sono chiamati a compiere passi coraggiosi e inediti nei confronti di quattro tipologie di ecumenismo:

– lavorare per l’unità dei cristiani, disposti anche a mettere tra parentesi (p. 90) le differenze dottrinali che ostacolano l’unità (primo ecumenismo), dal momento che, se aspettiamo che i teologi si mettano d’accordo, l’unità non arriverà mai (p. 89);

– avvicinarsi ai credenti di altre religioni (secondo ecumenismo), ponendo attenzione al fatto che «il concetto di religione è un’invenzione occidentale» e che «le lingue non occidentali non hanno un equivalente esatto per questa parola» (p. 92);

– relazionarsi alle persone senza fede religiosa (terzo ecumenismo) nella convinzione che «la fede e il dubbio non solo possono vivere fianco a fianco, ma possono anche aiutarsi a vicenda in modo significativo» (p. 93);

– ascoltare il grido della terra (quarto ecumenismo) e acquisire la «consapevolezza della profonda interdipendenza della famiglia umana e della sua sorte con l’ambiente in senso lato» (p. 95), in quanto «credere significa entrare in una relazione dialogica con Dio che ci parla nei modi più diversi attraverso tutta la realtà, proprio come ha parlato a san Francesco non solo attraverso le sorelle e i fratelli umani, ma anche attraverso sorella terra, attraverso gli animali e i fiori, attraverso fratello sole e sorella luna» (p. 96).

La Chiesa cattolica deve passare da una forma confessionale ristretta (cattolicismo) a una cattolicità spalancata, non perdendo, ma comprendendo la sua identità in un modo nuovo e più profondo. La cattolicità – come l’unità, la santità e l’apostolicità – è un compito incorporato in forma embrionale nell’essenza stessa della Chiesa che deve svilupparsi nel corso della storia fino alla sua perfetta realizzazione escatologica (p. 109).

La cattolicità non va confusa con il cattolicismo che è la «deformazione della Chiesa in un sistema chiuso in cui la fede e la teologia si trasformano in ideologia» (p. 110).

«La cattolicità della Chiesa sta nella sua apertura nel senso dell’autotrascendenza, dell’essere con e per gli altri. L’ideologia del cattolicismo egocentrico deve essere sostituita da un’altra visione: la convinzione che la missione della Chiesa e l’espressione ultima della fede e dell’amore per Dio e per gli uomini sia il perseguimento del bene comune» che si realizza «lavorando insieme per creare un mondo in cui tutti possano sviluppare pienamente e in modo solidale i propri carismi e in cui siano rispettati non solo la dignità di ogni persona umana, ma anche il bene dell’intero pianeta, di tutta la creazione» (p. 111).