ECUMENISMO E DIALOGO INTERRELIGIOSO nel documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia LIEVITO DI PACE E DI SPERANZA

 di Massimo de Magistris

direttore Ufficio Ecumenismo e Dialogo Interreligioso 

Diocesi di Albano

La recente pubblicazione del Documento di sintesi del Cammino sinodale delle Chiese che sono in Italia LIEVITO DI PACE E DI SPERANZA, consta di settantacinque numeri che declinano le istanze emerse durante le tre fasi – narrativa, sapienziale e profetica – che hanno caratterizzato il Cammino sinodale, anche attraverso delle proposte concrete – 124 – a livello diocesano, interdiocesano, regionale e nazionale.

“Una Chiesa viva che vive tra la gente per sviluppare “una cultura dell’incontro”, in puro stile sinodale nonostante questo sia “un tempo segnato da fratture” e nel quale però bisogna essere “artigiani di amicizia, di fraternità”. Nel discorso di Papa Leone questa mattina ad Assisi per la conclusione della 81.a Assemblea generale della CEI, c’è la prospettiva, c’è una strada maestra che la Chiesa italiana, di cui è primate, è chiamata a percorrere.

Nella prima parte del documento: “Il rinnovamento sinodale e missionario della mentalità e delle prassi ecclesiali”, troviamo la sezione Farsi prossimi all’interno della quale è possibile individuare ciò che nel documento è dedicato all’ambito dell’Ecumenismo e del Dialogo Interreligioso, specificamente i numeri 28 e 29. Questi paragrafi, seppur essenziali, forniscono una chiara indicazione per le piste da seguire nei prossimi anni favorendo l’incremento delle occasioni di incontro, condivisione, conoscenza e collaborazione tra le diverse tradizioni religiose, per la costruzione di una rinnovata coesione sociale.

Il ruolo determinante della formazione è ribadito dalla necessità, espressa nel documento, di promuovere una solida formazione ecumenica da integrare nei percorsi della catechesi nei territori diocesani, da porre in sinergica relazione trasversale con tutti gli altri saperi.

Sorelle e fratelli tutti

28. I flussi migratori degli ultimi decenni hanno reso più ampia e variegata rispetto al passato la presenza sul nostro territorio di fedeli appartenenti ad altre Chiese cristiane. Il cammino
ecumenico avviato dal Concilio Vaticano II ha portato frutti significativi a livello di accordi teologici: oggi è però quanto mai necessario quell’ecumenismo radicato nella vita quotidiana del popolo
di Dio che è determinante per l’avanzamento verso la sospirata unità visibile dei cristiani.
Pertanto, l’Assemblea sinodale avanza le seguenti proposte: 

a. che la CEI proponga, a partire dai Consigli di Chiese Cristiane (CCC) già presenti
nel territorio italiano, un’Assemblea delle presidenze dei CCC coordinata dai Responsabili delle Chiese Cristiane che sono in Italia; 

b. che la CEI favorisca la diffusione e la recezione degli accordi teologici maturati nei
dialoghi ufficiali tra la Chiesa cattolica e le altre Chiese cristiane, promuovendone
lo studio nei Seminari, l’approfondimento nella predicazione e l’integrazione nei
percorsi di catechesi; 

c. che le Chiese locali e le istituzioni teologiche promuovano una formazione ecumenica solida e articolata, attraverso corsi specifici e un’attenzione trasversale nelle
diverse discipline teologiche, includendo la conoscenza delle tradizioni delle altre
Chiese e dei principali documenti del dialogo interconfessionale; 

d. che le Chiese locali promuovano e sostengano, almeno a livello interdiocesano o
di regione ecclesiastica, un Consiglio locale delle Chiese cristiane, volto alla conoscenza reciproca tra le varie comunità e alla collaborazione negli ambiti di comune interesse;
e. che le Chiese locali condividano con le comunità appartenenti alle varie Confessioni
cristiane e alle diverse religioni le azioni volte alla protezione del creato, alla costruzione di un’economia più giusta, al contrasto dell’oppressione e dell’esclusione. 

29. Nel contesto attuale la Chiesa italiana è chiamata a confrontarsi anche con le altre
religioni presenti sul territorio. «Uno stile di Chiesa rinnovato chiama a una forte pratica di dialogo per una positiva convivenza con le altre realtà religiose […], per una vera conoscenza
oltre stereotipi e pregiudizi, per coltivare insieme germi di pace e prendersi cura della casa
comune» (LAS 11).
Pertanto, l’Assemblea sinodale avanza le seguenti proposte: 

a. che le Chiese locali istituiscano Tavoli di incontro fra i rappresentanti (o i
membri) delle religioni presenti nel territorio o che partecipino a Organismi
già attivi; 

b. che le Chiese locali pratichino il dialogo interreligioso soprattutto negli ambiti di impegno comune nella protezione del creato, nella costruzione di un’economia più giusta, nel contrasto all’oppressione e all’esclusione.