Accordo di collaborazione ecumenica tra la Parrocchia “San Bonifacio” di Pomezia e la Chiesa Evangelica Battista Ecumenica di Albano Laziale

La pastora Gabriela Lio e il parroco don Marco Cimini

di Ilaria Ciriaci

Comunità Evangelica Ecumenica di Albano Laziale

    La Diocesi di Albano Laziale e la Chiesa Evangelica Battista Ecumenica di Albano Laziale — appartenente all’Unione Cristiana Evangelica Battista d’Italia (UCEBI) — condividono da anni momenti intensi di spiritualità e numerose attività ecumeniche sul territorio. In oltre venticinque anni di cammino comune tra cattolici e protestanti, si è tracciato un percorso visibile al quale si sono affiancati, più recentemente, il Patriarcato di Costantinopoli e la Diocesi Ortodossa Rumena d’Italia.

Lungo questo percorso, diverse parrocchie hanno scelto di coinvolgersi in iniziative ecumeniche, tra le quali la Parrocchia San Bonifacio di Pomezia, che ha più volte risposto con entusiasmo all’invito a vivere insieme momenti significativi dell’anno (come la Giornata Mondiale di Preghiera delle Donne e la Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani).

Recentemente le Chiese italiane hanno sottoscritto il Patto tra Chiese Cristiane firmato durante la cerimonia di apertura del 1° Simposio delle Chiese Cristiane in Italia (Bari, 23-24 gennaio 2026) e, lo scorso giugno a Roma, il Patto nazionale interreligioso: «La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale».

Fondandosi sulle convinzioni ribadite in questi documenti, la Parrocchia “S.Bonifacio” di Pomezia e la Chiesa Evangelica Battista Ecumenica di Albano Laziale hanno sottoscritto un progetto di collaborazione che prevede la condivisione di uno spazio per la celebrazione del culto domenicale e lo svolgimento di attività ecumeniche soprattutto in tempi e momenti speciali dell’anno liturgico.

Il legame che unisce le due realtà protagoniste (cattolici e protestanti), non consiste soltanto nel condividere uno spazio ma nel lasciarsi convertire insieme dalla Parola; nel riconoscere che nessuna Chiesa possiede Dio e che siamo tutti e tutte ospiti della sua Grazia; a nessuno sarà chiesto di rinunciare alla propria identità. Perché il Dio della Promessa costruisce il suo popolo non cancellando le differenze ma trasformandole in occasione di comunione.