Cristo è la gioia

Omelia nell’Ordinazione episcopale di monsignor Gualtiero Isacchi, Cattedrale di Santa Maria Nuova - Monreale (PA)
31-07-2022

Abbiamo appena ascoltato la parola di Gesù: una parola bella, confortante, che ci apre il cuore: «Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena» (Gv 15,11). Nella pagina del vangelo che è stata proclamata, questa parola – gioia – è collegata a temi diversi, ma convergenti: conoscere ed essere conosciuti, amare ed essere amati, ascoltare ed essere ascoltati, essere scelti come amici ed essere mandati per fruttificare.

«Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena». È più che una promessa; è un dono e anche un incoraggiamento, poiché, poco più avanti, Gesù dice: «Chiedete e otterrete, perché la vostra gioia sia piena» (Gv 16,24).

È con questa certezza che tu, carissimo Gualtiero, ti sei avviato sulla nuova strada che la Santa Chiesa ti ha aperto, chiamandoti al ministero episcopale. Gaudium Christus est, è la frase che hai scelto come tuo motto. Essa ci giunge da sant’Ambrogio ed è espressione bellissima perché fa della gioia non un sentimento, ma una persona: Cristo! Ambrogio era un vescovo innamorato di Cristo. Diceva: «Cristo è tutto per noi. Se hai bisogno di cura perché sei ferito, egli è il medico; se hai sete, egli è una sorgente d’acqua; se ti senti gravato dalla cattiveria, egli è la giustizia; se hai bisogno d’aiuto egli è la forza; se le tenebre ti circondano egli è la luce; se cerchi il cibo egli è il tuo alimento». Omnia Christus est nobis.

Risentile, oggi, per tuo conforto, mio carissimo, nell’ora in cui inizi una nuova avventura cristiana… L’avventura di un povero cristiano! Ad applicarle esplicitamente a un vescovo c’è un antico testo medievale, che ti traduco: «Tu sei sacerdote in eterno e dunque la tua mensa sia Cristo, la tua gioia sia Cristo, il tuo pensiero sia Cristo, il tuo desiderio sia Cristo, la tua lectio sia Cristo, la tua quiete sia Cristo».