3 agosto 2026

lunedì della XVIII settima del tempo ordinario

 

In quel tempo, avendo udito [della morte di Giovanni Battista], Gesù partì di là su una barca e si ritirò in un luogo deserto, in disparte. Ma le folle, avendolo saputo, lo seguirono a piedi dalle città. Sceso dalla barca, egli vide una grande folla, sentì compassione per loro e guarì i loro malati. Sul far della sera, gli si avvicinarono i discepoli e gli dissero: «Il luogo è deserto ed è ormai tardi; congeda la folla perché vada nei villaggi a comprarsi da mangiare». Ma Gesù disse loro: «Non occorre che vadano; voi stessi date loro da mangiare». Gli risposero: «Qui non abbiamo altro che cinque pani e due pesci!». Ed egli disse: «Portatemeli qui». E, dopo aver ordinato alla folla di sedersi sull’erba, prese i cinque pani e i due pesci, alzò gli occhi al cielo, recitò la benedizione, spezzò i pani e li diede ai discepoli, e i discepoli alla folla. Tutti mangiarono a sazietà, e portarono via i pezzi avanzati: dodici ceste piene. Quelli che avevano mangiato erano circa cinquemila uomini, senza contare le donne e i bambini (Mt 14, 22-36).

 

Tre nuclei: 1) la preghiera solitaria di Gesù; 2) la tempesta sul mare; 3) le guarigioni. 1) Dopo la moltiplicazione dei pani, Gesù “obbliga” i discepoli a tornare in barca sull’altra riva del lago: vuole rimanere solo per andare sul monte a pregare. È un quadro da contemplare: Gesù sul monte nell’oscurità della notte unito a Dio in silenziosa solitudine, in una ineffabile comunione di vita! 2) Nell’Antico Testamento, soltanto Dio è il Signore del mare. In Gesù che cammina sulle acque, i discepoli intravedono la potenza di Dio che li soccorre. La barca tormentata dalle onde è facilmente intesa come simbolo della Chiesa in difficoltà nel mondo, e la vicenda di Pietro mostra che la forza del discepolo e della Chiesa sta tutta e solo nella fede. 3) La fede della gente che porta i malati da Gesù, può apparire semplice e infantile; il loro gesto di toccare la frangia del mantello di Gesù può far pensare ad un gesto di sapore magico: comunque, dai vangeli viene interpretato come un gesto di fede semplice ma vera. Gesù non biasima quella gente come non aveva biasimato la donna che pativa di emorragie e che voleva toccare la frangia del suo mantello (9,20-21). E la guarigione viene sempre attribuita alla potenza di Gesù che premia la fede, mai al gesto in sé (Don Gian Franco Poli).