Author: mjacob

7 maggio 2021

Gv15,12-17

 

«Dare la vita per i propri amici».

Diamo la vita per l’amico quando il nostro legame affettivo diventa anche effettivo, quando la benevolenza (volere il bene) si traduce in beneficienza (fare il bene), poiché quando c’è passione, c’è anche azione; quando c’è affetto c’è effetto.

Ci ricorda Antoine de Saint-Exupèry nel Piccolo Principe che siamo responsabili degli amici, di coloro con i quali abbiamo intessuto dei legami. Così, c’è veramente amicizia quando si è disposti a perdere qualcosaper l’amico, fosse solo il proprio tempo, per aiutarlo, per difenderlo, per fargli sentire semplicemente che siamo con lui. C’è amicizia vera solo quando l’amico è più importante di ogni altra cosa, persino del far valere la propria verità.

6 maggio 2021

Gv15,9-11

 

Rimanere.

Il desiderio di fermarsi, di stare, di rimanere, nasce da un’esperienza di bellezza che in qualche modo ci conquista. Desideriamo rimanere là dove abbiamo sperimentato accoglienza, dove ci siamo sentiti ascoltati, amati, custoditi. Gesù ci ripete: “Rimanete nel mio amore” ed è lui stesso che viene a dirci che è possibile rimanere nella pienezza dell’esperienza del suo amore efare del suo amorel’alveo vitale entro cui restare per gustare la dolcezza della sua presenza: “Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore”.

È quel che manifesta Pietro sul monte della trasfigurazione: “Facciamo tre capanne”; oppure i discepoli di Emmaus: “Rimani con noi”.

Fermiamoci oggi nel silenzio della sua presenzae troviamo quelle parole tutte nostre per dire a Gesù il nostro piacere di rimanere con lui.

5 maggio 2021

Gv15,1-8

 

Come tralci per portare frutto.

“Avere o non avere amici”…ecco il problema! Gesù sembra proprio dirci che da esso dipende che la nostra vita sia o meno una festa. Ci sono, infatti, molte cose importanti nella vita, ma la più importante è imparare a farsi degli amici, semplicemente perché questo significa imparare a vivere.

Ci sono legami, come l’amicizia che Gesù ha vissuto con noi, che non limitano ma danno slancio all’esistenza; garantiscono e liberano le nostre forze vitali più preziose, quelle più nascoste che sono come una vera e propria linfa. Questi legami permettono alla linfa dell’amore discorrere e di arricchire chi ci è accanto, e allo stesso tempo ricevere e donare il frutto della vita. Non è molto rilevante che la vita sbocci e fiorisca su questo o quel tralcio, nella mia o in quella di chi mi è accanto e condivide il mio percorso: l’importante è che l’amore, che Gesù dona e ci rac-comanda, continui a fiorire da qualche parte. Allora ogni tralcio condividerà la gioia della fioritura e del raccolto.

 

4 maggio 2021

Gv14,27-31a

 

«Vi dò la mia Pace».

È proprio la pace il primo segno della presenza del Risorto tra noi e in noi. Ma di quale pace si tratta?Perché c’è chi intende la pace come assenza di guerra, come lo star tranquilli.Quando invece Dio parla di pace, parla di una pienezza di vita che è impegno, che è conflitto. Questi, in effetti, Gesù ci ha sempre detto che non li avremmo evitati. La pace che ci dona Gesù è una pienezza che proviene dal saperci amati, custoditi e confermati nel cammino dietro di lui.

La nostra pace, Gesù, è sapere di essere là dove tu ci vuoi; è scoprire che tu hai già pensato a noi e non ci lasci mai soli: “Ve l’ho detto ora, prima che avvenga”. E noi sappiamo che stiamo semplicemente seguendo te nelle vie della Vita, siamo con te e questo ci basta.

3 maggio 2021

  1. Filippo e Giuda, festa                         Gv14,6-14

 

«Da tanto tempo sono con voi e tu, Filippo, non mi conosci?».

Le parole di Gesù ci fanno riflettere su quanto possa essere poco significativa la nostra convivenza, che sia quella familiare, quella lavorativa, associativa o comunitaria. Il nostro stare insieme, anche in modo prolungato e ravvicinato, non garantisce la vera conoscenza. Le relazioni profonde non si fondano su dati esteriori di spazio e di tempo e soprattutto non rispondono ai nostri criteri di apparenza e immediatezza. Si può essere accanto per una vita e rimanere perfetti sconosciuti, cordiali estranei. Oggi possiamo cogliere l’invito a mettere a frutto la capacità di andare più in profondità nelle nostre relazioni, a sviluppare uno sguardo capace di vedere oltre il visibile, di riconoscere in ogni sorella e in ogni fratello,sacramento di Cristo, il volto del Padre che è nei cieli.

 

2 maggio 2021

2021                                                                     Gv15,1-8

 

In questa domenica, ilVangelo di Giovanni ci propone il brano della vera vite in cui Gesù ci parla ancora del frutto della comunione, che raggiunge la sua pienezza per mezzo dello Spirito che ci è dato senza misura. Possiamo dire che quello di oggi è un vero e proprio cantico d’amore, nel quale emerge un forte vincolo di appartenenza. “Tu li hai dati a me”,dice Gesù al Padre, rivendicando un legame d’amore che ci fa con lui una sola cosa:“Rimanete in me e io in voi”.È quel che dice – in modo diverso –l’amata del Cantico dei Cantici: “Io sono per il mio diletto e il mio diletto per me”. Questa appartenenza ontologica, rappresentata dai tralci uniti alla vite, è il presupposto affinché noi possiamo portare frutto ed essere pienamente felici.

1 maggio 2021

san Giuseppe lavoratore                                                                   Mt 13,54-48

 

“Un aspetto che caratterizza San Giuseppe … è il suo rapporto con il lavoro. San Giuseppe era un carpentiere che ha lavorato onestamente per garantire il sostentamento della sua famiglia. Da lui Gesù ha imparato il valore, la dignità e la gioia di ciò che significa mangiare il pane frutto del proprio lavoro. … è necessario, con rinnovata consapevolezza, comprendere il significato del lavoro che dà dignità e di cui il nostro Santo è esemplare patrono[…].

La persona che lavora … collabora con Dio stesso, diventa un po’ creatore del mondo che ci circonda. … Il lavoro di San Giuseppe ci ricorda che Dio stesso fatto uomo non ha disdegnato di lavorare. … Imploriamo San Giuseppe lavoratore perché possiamo trovare strade che ci impegnino a dire: nessun giovane, nessuna persona, nessuna famiglia senza lavoro!”(Papa Francesco – Patris Corde, 6).

                                  

30 aprile 2021

Gv 14,1-6

 

«Non sia turbato il vostro cuore. Abbiate fede in Dio e abbiate fede anche in me».

La Parola non è una “magia”, ma contiene in sé una forza – diremmo meglio: una grazia – singolare, che gli deriva dal fatto che è Parola di Dio e quando Dio parla crea! Dio disse: sia la luce; e la luce fu!

In qualunque contesto o situazione, in qualunque evento della nostra vita, in noi deve abitare questa certezza perché Gesù è la via, la verità e la vita! Non dobbiamo temere nulla. San Francesco ogni volta che mandavaqualche frate a eseguire l’obbedienza ripetevala frase:«Riponi la tua fiducia nel Signore ed egli avrà cura di te». Lasciamo che queste parole risuonino in noi, ripetiamole durante la nostra giornata, e anche oggi sarà Pasqua!

29 aprile 2021

santa Caterina da Siena                                                                 Mt 11,25-30

 

“O abisso di carità,

o Trinità beata, o Deità, o mare profondo:

specchiandomi in questa luce

io ti conosco come sommo bene,

bene sopra ogni bene,

bene inestimabile!

Bellezza sopra ogni bellezza,

sapienza sopra ogni sapienza,

anzi tu sei la stessa sapienza”.(Dialogo, cap. 167)

È questo il nostro Dio, eterna misericordia, il Dio al quale santa Caterina ha donato tutta se stessa. «È lui la vittima di espiazione per i nostri peccati; non soltanto per i nostri, ma anche per quelli di tutto il mondo». Per intercessione di santa Caterina chiediamo al Signore il dono della piccolezza per poter così accogliere i misteri del Regno.

28 aprile 2021

            Gv 12,44-50

 

«Io sono la luce del mondo: chi segue me avrà la luce della vita».

Il dono più grande che Dio ha fatto all’uomo è la sua libertà! Ci ha creati a sua immagine e somiglianza, il suo amore è così grande che ci ha resi figli nel suo Figlio Gesù, in lui ci ha riaperto le porte del Paradiso: la comunione piena con lui!

A noi la scelta! Nella consapevolezza che seguire Gesù significa muovere le nostre scelte nella direzione dell’amore, anche quando questo costa sacrificio. “Scomodarsi” per vivere in un altro modo di essere che è quello della condivisione: qui c’è vita, vita piena!!!