Lettera del vescovo ai presbiteri e diaconi, religiose, religiosi e fedeli tutti, in occasione della Giornata mondiale missionaria, 11 ottobre 2012

Il mese di ottobre è tradizionalmente dedicato ad una speciale riflessione sulla natura missionaria della Chiesa e una amorevole opera a favore delle sue opere missionarie. Quest'anno 2012 esso coincide con il 50° anniversario dell'inaugurazione del Concilio Vaticano II, il quale ha molto insistito sul mandato che il Signore ha lasciato ai suoi discepoli, di portare l'annuncio del Vangelo a tutte le genti, sino ai confini della terra. Questa estensione geografica e ancora di più «umana» dell'evangelizzazione è una compito che ancora ci sta davanti, se l'evangelizzare è sempre «la grazia e la missione propria della Chiesa», come diceva il Servo di Dio Paolo VI, il quale pure aggiungeva: «Evangelizzare, per la Chiesa, è portare la Buona Novella in tutti gli strati dell'umanità, è, col suo influsso, trasformare dal di dentro, rendere nuova l'umanità stessa' scopo dell'evangelizzazione è appunto questo cambiamento interiore' raggiungere e quasi sconvolgere mediante la forza del Vangelo i criteri di giudizio, i valori determinanti, i punti di interesse, le linee di pensiero, le fonti ispiratrici e i modelli di vita dell'umanità, che sono in contrasto con la Parola di Dio e col disegno della salvezza» Evangelii Nuntiandi n. 18.-19).

Con questo mese di ottobre ci siamo pure introdotti nell'Anno della fede ed è per questo che nel suo Messaggio per la prossima Giornata Missionaria Mondiale il Papa Benedetto XVI ha scritto che «la preoccupazione di evangelizzare non deve mai rimanere ai margini dell'attività ecclesiale e della vita personale del cristiano, ma caratterizzarla fortemente, nella consapevolezza di essere destinatari e, al tempo stesso, missionari del Vangelo». Siamo tutti «chiamati a far risplendere la Parola di verità» (Lett. ap. Porta fidei, 6).

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11-10-2012