25/05/2026 – La Messa celebrata dal vescovo Vincenzo Viva, domenica 24 maggio, solennità di Pentecoste, nella chiesa dello Spirito Santo, ad Aprilia, ha concluso ufficialmente la 21ª edizione del Festival della Comunicazione, la manifestazione ideata dalla Società San Paolo e dalle Figlie di San Paolo, quest’anno ospitata e organizzata nella Diocesi di Albano, sul tema del Messaggio di papa Leone XIV per la 60ª Giornata mondiale delle Comunicazioni sociali “Custodire voci e volti umani”.
Due settimane di celebrazioni, momenti di preghiera, convegni, conferenze, concerti, mostre, spettacoli teatrali, incontri di formazione e di dialogo ecumenico. Due settimane di confronto e cammino comune tra Chiesa e istituzioni civili, parrocchie e associazioni cittadine, fedeli di confessioni differenti.
«Per due settimane – dice il vescovo di Albano, Vincenzo Viva – il Festival della comunicazione ci ha permesso di raggiungere luoghi, persone, parrocchie, scuole, associazioni, attraverso i linguaggi più svariati, come quelli dell’arte, della fotografia, della musica, del teatro, delle conferenze e dell’incontro fraterno, per far risuonare il messaggio del Santo Padre Leone per la Giornata mondiale delle comunicazioni sociali del 2026 “Custodire voci e volti umani”. Comunità ecclesiale e società civile hanno camminato insieme: abbiamo vissuto un profondo e proficuo dialogo con le istituzioni, le scuole, l’Asl, le associazioni, i giornalisti, i credenti di altre religioni e altre confessioni cristiane. Abbiamo sentito la gioia, il coraggio e la capacità di parlare e abbiamo avuto fiducia di renderci comprensibili e di essere capiti. Abbiamo anche sperimentato il convergere e l’esprimersi di tanti carismi, voci, volti che caratterizzano la nostra Chiesa diocesana e il territorio che abitiamo. Forse, qualche iniziativa o proposta ha persino urtato la sensibilità di qualcuno, perché avvertiamo come scomodi o fuori luogo determinati temi, voci e volti e li percepiamo come lontani, se non addirittura come in antitesi, ai nostri schemi e convinzioni di sempre».
Il tema del Messaggio di papa Leone XIV, “Custodire voci e volti umani”, ha ispirato concretamente il denso programma della manifestazione. Ecco, allora, che voci e volti umani da custodire sono emersi nella liturgia, attraverso le Messe celebrate dai Cardinali Luis Antonio Gokim Tagle in Cattedrale e Fabio Baggio alla Ss. Trinità di Genzano, con le veglie di preghiera – per il superamento dell’omotransbifobia e di dialogo ecumenico – e le marce silenziose in strada, e con l’evento “Custodire l’irripetibile”, con i giovani della Pastorale giovanile della diocesi di Albano e i digital content creator del progetto “Shine to Share”, promosso dai Servizi Cei per la Promozione del Sostegno Economico alla Chiesa Cattolica (8xmille) e di Pastorale giovanile, cui ha partecipato anche padre Lucio Ruiz, segretario del Dicastero per la Comunicazione. Ancora, sono emersi voci e volti da custodire con l’arte e la cultura, attraverso mostre di arte (come quella dedicata a Giacomo Manzù al Museo Diocesano) e fotografiche sui territori, e anche tramite i concerti che hanno animato piazze e chiese, e tramite la presentazione di libri. Ecco, poi, emergere voci e volti fragili, da custodire attraverso la vicinanza e la conoscenza, con conferenze sulle malattie mentali (“100 lire” a Genzano di Roma) e oncologiche (“Guardami sono io”, in collaborazione con la Asl Roma 6), e con le mostre della Caritas diocesana. E poi, ancora, voci e volti da custodire con l’informazione, mediante incontri formativi per giornalisti e convegni sull’Intelligenza artificiale. Senza tralasciare il Convegno pastorale diocesano del 23 maggio sul tema “Parlami. Comunicazione intergenerazionale oggi”, che – inserito nella cornice del Festival – ha messo l’intera comunità diocesana in movimento sul tema.
«A nome delle Paoline e dei Paolini – dice don Giuseppe Lacerenza, coordinatore Paolino del Festival, insieme a suor Cristina Beffa – desidero esprimere gratitudine al vescovo Vincenzo Viva e a tutti coloro che hanno dato il loro generoso e prezioso contributo alla riuscita dell’iniziativa. In questi giorni ho percepito grande entusiasmo e il desiderio autentico di far emergere le voci e i volti che animano questo territorio, che a noi Paolini sta particolarmente a cuore. Albano, infatti, è l’unica diocesi in cui sono presenti tutti e dieci gli Istituti della Famiglia Paolina. La Diocesi di Albano ha vissuto un’esperienza feconda di comunicazione. Non abbiamo assistito a un semplice susseguirsi di eventi, conferenze, spettacoli, ma a uno spazio generativo caratterizzato da ascolto reciproco, dialogo autentico, e prossimità umana. Da questo momento si apre per tutti noi un nuovo cammino: il tempo di far fruttificare la ricchezza di quanto abbiamo vissuto insieme».
Al termine del Festival, è stato rivelato anche il nome della Diocesi italiana che ospiterà la 22ª edizione della rassegna, nel 2027: la Diocesi di Melfi-Rapolla-Venosa, guidata dal vescovo Ciro Fanelli. «L’accoglienza di tale evento ecclesiale e culturale – afferma il vescovo Ciro Fanelli – costituisce per la nostra comunità diocesana motivo di profonda letizia e di autentico compiacimento spirituale. Siamo certi che questa significativa iniziativa saprà recare frutti abbondanti di comunione, riflessione e rinnovato slancio pastorale, offrendo al territorio occasioni feconde di incontro, dialogo e condivisione. La nostra Chiesa particolare si prepara ad accogliere questo appuntamento con animo grato e fiducioso, nella consapevolezza che esso rappresenterà un’importante occasione di crescita ecclesiale e culturale per l’intera comunità».







