02/04/2026 – Nel corso della Messa Crismale in Cattedrale con il presbiterio diocesano, giovedì 2 aprile – Giovedì Santo – il vescovo di Albano, Vincenzo Viva ha annunciato la sua prima Visita pastorale alla diocesi, a quasi cinque anni dall’inizio del suo ministero episcopale.
In allegato, pubblichiamo il decreto di indizione e la lettera alla Chiesa di Albano del vescovo Vincenzo Viva.
Tempo di grazia e di ascolto, di preghiera, incontro e discernimento, la Visita pastorale non è un mero atto formale, ma un tempo favorevole nel quale «si rende attuale la visita mirabile di Cristo, pastore e vescovo delle anime».
«La Visita Pastorale – ha detto il vescovo Viva – costituisce uno dei momenti più alti dell’esercizio del ministero episcopale: in essa il vescovo si rende presente tra i fedeli per “entrare a più diretto contatto con le ansie e le preoccupazioni, le gioie e le attese della gente”, non come semplice osservatore, ma come padre e pastore, chiamato ad ascoltare, condividere, discernere e sostenere il cammino delle comunità».
La Visita pastorale del vescovo Viva inizierà nel 2026 e andrà avanti fino al 2029, toccando tutte le parrocchie della chiesa diocesana e avrà, in particolare, come obiettivi la verifica e il rinnovamento della vita liturgica, pastorale e amministrativa delle comunità parrocchiali, il rafforzamento della comunione ecclesiale e della corresponsabilità battesimale di tutti i fedeli, la promozione del discernimento comunitario e il sostegno agli organismi di partecipazione parrocchiale, con particolare riguardo ai Consigli pastorali e ai Consigli per gli affari economici, la recezione e la valorizzazione degli orientamenti emersi dal Cammino sinodale e il rilancio della missione evangelizzatrice, con particolare attenzione ai giovani, alle famiglie e alle situazioni di fragilità ecclesiale e sociale.
«Attraverso l’incontro personale, l’ascolto e il dialogo fraterno – ha aggiunto il vescovo di Albano – desidero entrare in contatto più immediato con la realtà concreta delle nostre comunità: le loro gioie e le loro speranze, le fatiche e le attese, le ricchezze spirituali e le sfide pastorali. Insieme alle comunità desidero mettermi in ascolto della Parola di Dio e leggere i segni dei tempi, in un contesto di preghiera condivisa e con un atteggiamento di vera docilità allo Spirito Santo».
In qualità di Segretario generale della Visita pastorale, il vescovo ha nominato don Valerio Messina, rettore del Seminario e direttore del Servizio per la Pastorale giovanile, col compito di coordinare tutti gli aspetti organizzativi e curare la disposizione dei sussidi e degli strumenti operativi. Quali Convisitatori per l’ambito pastorale, sono stati nominati don Alessandro Saputo, Vicario episcopale per il coordinamento pastorale e monsignor Adriano Gibellini, direttore dell’ufficio Liturgico diocesano, che affiancheranno il vescovo nelle visite parrocchiali partecipando all’ascolto e al discernimento. Convisitatori per l’ambito amministrativo sono, invece, don Giuseppe Continisio, Vicario episcopale per le attività amministrative e don Nicola Garuccio, direttore dell’ufficio diocesano per i Beni culturali e l’edilizia di culto, col compito, tra gli altri, di predisporre ed esaminare appositi questionari amministrativi e verificare la gestione economica e patrimoniale degli enti visitati.
A guidare la Visita Pastorale, nella sua preparazione e nel suo svolgimento, sarà un brano degli Atti degli apostoli, con le parole di Gesù Risorto: “Riceverete forza dallo Spirito Santo che scenderà su di voi, e di me sarete testimoni a Gerusalemme, in tutta la Giudea e la Samaria e fino ai confini della terra”: «Qui – ha scritto il vescovo nella sua lettera – si intrecciano le tre dimensioni che desidero porre al cuore di questo cammino. La prima è la forza dello Spirito Santo, perché tutto ciò che intraprenderemo non sarà frutto delle nostre sole capacità, ma del soffio vivificante di Dio che precede ogni nostra iniziativa e la rende feconda. La seconda è la testimonianza: il cristiano non è un esecutore di pratiche religiose, ma un testimone. Testimone di Qualcuno che ha incontrato, di una vita trasformata, di una speranza che non delude. Infine, il movimento verso l’esterno: la Visita pastorale ci incoraggia a essere comunità evangelizzante, “da Gerusalemme fino ai confini della terra”, cioè a partire dalla parrocchia stessa, dai luoghi che ci sono più prossimi, fino alle periferie che facciamo fatica a intercettare e a raggiungere».
Il vescovo Vincenzo Viva annuncia la sua prima Visita pastorale alla Chiesa di Albano





