OMELIA DEL VESCOVO: Messa Crismale 2008

20-03-2008

 

1. Domenica scorsa, 'Domenica delle palme', abbiamo imitato le folle degli Ebrei, portantes ramos olivarum, e abbiamo inneggiato a Cristo, nostro Re e Signore. Ed ecco che oggi, quando le ulive sono già state spremute e hanno prodotto l'olio, noi celebriamo la Messa del Crisma. Saranno benedetti l'olio degli infermi, perché arricchito della divina energia sia per loro di sollievo, e l'olio dei catecumeni, perché doni loro energia e vigore. Sarà benedetto pure il santo Crisma perché quanti ne saranno unti siano interiormente consacrati e spandano nel mondo il profumo della loro vita santa. Perciò, carissimi parroci, iniziando questa sera la celebrazione della Messa nella Cena del Signore presentate ai fedeli il Santo Crisma e gli Oli Santi, spiegatene il significato mistico e onorateli come segni di Cristo. Inneggiare ai Santi Oli è lo stesso che cantare a Cristo. Egli, infatti, è il fiore dell'ulivo; egli è Colui che Dio ha unto e consacrato con olio di esultanza (cf. Sl 45, 8; 89 [88], 21); egli è il frutto prezioso dell'olivo, che 'con la sovrabbondanza della sua misericordia ha reso fertile l'umanità divenuta arida a motivo del peccato' (Cassiodoro, Expositio Psalmorum, Ps. 51).

Salve, Domine Iesu Christe! Oleum effusum nomen tuum' (Cant 1, 2). Ci accada di non avere più olio nei vasetti perché tutto l'abbiamo distribuito; che non ne rimanga un solo goccio, perché tutto l'abbiamo donato. Domandava san Bernardo: 'A che serve l'olio nei vasi  se non lo senti anche nelle membra?'. Proseguiva: 'È un olio! Spandilo, dunque, e sentirai la sua virtù' (In Cant., Serm. XIV, 8). Dove lo Spirito è stato sovrabbondante, noi saremo avari? Terremo nelle nostre sacrestie questi oli benedetti? Diremo ai fedeli: 'Andate da altri venditori a comprarvene'? Oh, quanto sarebbe drammatico stravolgere così la parabola del Signore (cf. Mt 25, 1-13)! Questi oli prenderanno il tanfo perché noi avremo preferito conservarli ben tappati nei loro vasetti? Evangelizzeremo, perché qualcuno sia unto col nuovo olio dei catecumeni? Andremo dagli ammalati col nuovo olio preparato per loro, per confortarli e visitarli anche nelle loro case, dove tanti rimangono soli senza' 'neanche un prete', come direbbe una nota canzone? La pasquale 'Benedizione delle famiglie' è un'occasione preziosa per queste visite e per questi incontri. Non la si trascuri, non la si abbandoni.

Il Crisma, infine, brillerà ancora sulla fronte dei battezzati per fare scendere nel loro cuore la ricchezza dei carismi spirituali? Non per altro, infatti, esso è oggi consacrato: uncta fronte sacrosancta influunt charismata. Quante volte ancora il Vescovo ungerà mani protese di nuovi presbiteri, dicendo: 'Il Signore Gesù Cristo, che il Padre ha consacrato in Spirito Santo e potenza ti custodisca per la santificazione del suo popolo e per l'offerta del suo popolo' (Unzione Crismale nell'ordinazione di un presbitero)? Non sarebbe sprecare il Crisma se insieme col suo profumo non si diffondesse nelle nostre comunità anche la proposta vocazionale? Non sarebbe sprecarlo se non ci fosse ' a cominciare da noi sacerdoti - l'incoraggiamento per i nostri ragazzi e i nostri giovani a discernere la divina chiamata al ministero sacerdotale e non si desse loro l'esempio di una vita sacerdotale generosa, ricca di gioia e coerente?

L'odierna festa dei doni nuziali di Cristo alla sua sposa - la Chiesa - diventi, allora, anche la festa del sacerdozio ministeriale. Tu, Gesù, accogli la nostra preghiera. O Redemptor, sume carmen' Accogli il canto, Cristo Signore. Tu sei inebriante e inconfondibile come il 'profumo versato di fresco (olio effuso)'! Come possiamo non riconoscerti? Come possiamo non amarti?

 

2. Ora anche noi, come i nazaretani nella Sinagoga, fissiamo lo sguardo su Gesù (cf. Lc 4, 20). Rivediamo quasi fossero al rallentatore i gesti descritti dall'evangelista: Gesù si reca a Nazaret, entra nella Sinagoga, si alza per la lettura, svolge il rotolo, trova il passo di Isaia, comincia a parlare.

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