24 marzo 2026

martedì della quinta settimana di quaresima

In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui. In quel tempo, Gesù disse ai farisei: «Io vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato. Dove vado io, voi non potete venire». Dicevano allora i Giudei: «Vuole forse uccidersi, dal momento che dice: “Dove vado io, voi non potete venire”?». E diceva loro: «Voi siete di quaggiù, io sono di lassù; voi siete di questo mondo, io non sono di questo mondo. Vi ho detto che morirete nei vostri peccati; se infatti non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». Gli dissero allora: «Tu, chi sei?». Gesù disse loro: «Proprio ciò che io vi dico. Molte cose ho da dire di voi, e da giudicare; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le cose che ho udito da lui, le dico al mondo». Non capirono che egli parlava loro del Padre. Disse allora Gesù: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora conoscerete che Io Sono e che non faccio nulla da me stesso, ma parlo come il Padre mi ha insegnato. Colui che mi ha mandato è con me: non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose che gli sono gradite». A queste sue parole, molti credettero in lui (Gv 8, 21-30).

Questo brano è segnato da un dialogo teso tra Gesù e i suoi interlocutori, in cui emerge una distanza profonda: non solo di comprensione, ma di appartenenza. Gesù afferma: «Io me ne vado e voi mi cercherete, ma morirete nel vostro peccato». Non è una minaccia, ma una rivelazione: il vero dramma non è non capire, ma rimanere chiusi e non accogliere la sua identità. Il peccato qui è proprio il rifiuto di credere. Il punto decisivo è quando Gesù dice: «Se non credete che Io Sono, morirete nei vostri peccati». L’espressione “Io Sono” richiama il nome di Dio: Gesù rivela la sua identità profonda. La fede non è adesione a un’idea, ma riconoscimento della sua persona. I suoi interlocutori rimangono in superficie: «Tu chi sei?». Non riescono a cogliere il livello profondo del discorso. È il rischio di una fede che resta esterna, incapace di entrare nella relazione. Poi Gesù introduce il riferimento alla croce: «Quando avrete innalzato il Figlio dell’uomo, allora saprete che Io Sono». È sulla croce che si manifesterà pienamente chi è Gesù: non nella potenza, ma nell’amore che si dona. La rivelazione passa attraverso l’abbassamento. Infine, un dato sorprendente: «A queste sue parole, molti credettero in lui». Anche dentro un contesto di incomprensione, la Parola di Gesù apre alla fede (Don Gian Franco Poli).