20/01/2026 – Lunedì 19 gennaio il vescovo di Albano, Vincenzo Viva – primo vescovo cattolico a prendere la parola nella Chiesa vescovile della Diocesi ortodossa romena d’Italia – ha partecipato all’“Ufficio della Piccola Compieta”, nell’ambito delle celebrazioni per la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, proprio nella chiesa ortodossa di via Ardeatina, a Roma. Insieme al vescovo Viva, hanno partecipato il vescovo Siluan, della Diocesi ortodossa romena d’Italia e la pastora battista della Comunità evangelica ecumenica di Albano, Gabriela Lio.
«Per la prima volta – ha detto Viva – a un vescovo cattolico viene data la possibilità di prendere parola in questa chiesa ortodossa. Possiamo dire che già questo è un segno bellissimo e significativo dell’opera dello Spirito Santo che, pazientemente e misericordiosamente, ci conduce verso quella piena comunione che il Signore desidera per la sua Chiesa. Quello che stiamo vivendo questa sera e che abbiamo già sperimentato tante altre volte con il vescovo Siluan, i sacerdoti ortodossi presenti sul nostro territorio e con i fratelli e le sorelle evangelici, è una forma di “ecumenismo della base”, molto preziosa e concreta: incontrarci nella semplicità, nella preghiera, nella riflessione, nella fraternità per condividere i doni e i carismi che lo Spirito elargisce».
Il vescovo di Albano ha quindi centrato la sua riflessione (clicca qui per il testo completo) sul tema della Settimana, tratto dalla lettera di San Paolo agli Efesini “Uno solo è il corpo, uno solo è lo Spirito, come una sola è la speranza alla quale Dio vi ha chiamati” (Ef. 4,4). «È bella e significativa – ha detto Viva – questa teologia dell’unità che quest’anno la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani ci vuole offrire per la nostra riflessione e preghiera. La Chiesa è il corpo di Cristo, dove ogni membro ha un ruolo unico e insostituibile. Questa teologia del corpo di Cristo e dello Spirito Santo che crea comunione e unità ci incoraggia a non pensare l’unità come uniformità. Le diversità arricchiscono la vita della comunità cristiana, quando però “tutto è fatto per l’edificazione” e quando le nostre singole voci, tutte distinte e tutte belle, prendono da Dio la loro unità, diventando un coro armonioso. Siamo poi invitati a non dimenticare che l’unità è riflesso della stessa natura di Dio. La Santissima Trinità, con le sue tre Persone distinte in un’unica natura, diventa il nostro modello di unità nella diversità e appello perché questa unità venga sempre più costruita e ricostruita tra noi credenti».
Da qui, l’invito a proseguire l’impegno sul binario dell’ecumenismo fatto di testimonianza concreta: «Quando ci incontriamo, nella semplicità di fratelli e sorelle che si riconoscono e si accolgono reciprocamente – ha detto ancora il vescovo di Albano – manifestiamo in modo potente l’unità dell’unica Chiesa di Cristo. Quando lavoriamo insieme e nel concreto per il bene della società e delle stesse città che abitiamo, specialmente sul fronte della pace, della dignità umana, dell’accoglienza dei poveri e degli stranieri, della custodia del creato, noi diamo un segno chiaro di ciò che significa essere uniti in Cristo».
La preghiera dell’“Ufficio della Piccola Compieta” ha rappresentato il secondo degli appuntamenti che hanno interessato la diocesi di Albano nell’ambito della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, preceduto domenica 18 gennaio dalla Liturgia ecumenica, celebrata a cura della comunità evangelica ecumenica di Albano Laziale. Entrambi gli appuntamenti sono stati proposti dall’ufficio diocesano per l’Ecumenismo e il dialogo interreligioso, diretto da Massimo De Magistris.







