24 dicembre 2022

Lc1,67-79

 

Il sogno che ogni uomo e donna custodisce in cuore venendo al mondo è avere una casa o, meglio, esere e sentirsi “a casa nella realtà che abità: nelle relazioni che tesse, attraverso le quali scopre il suo volto, il suo desiderio di amare e di essere riamato. In un certo senso anche per il Signore è così. non siamo noi però a dovergli edificare una casa, come forse pensava Davide, ma è lui che «ha visitato e redento il suo popolo» (Lc 1,68), edificando nel cuore dell’uomo la sua stabile dimora. Il suo «è un amore edificato per sempre», canta il salmo; un amore iscritto in una relazione tra padre e figlio (v. 27), dove si è stabili e sicuri. Il vero dono di Natale che ci è stato fatto è questa figliolanza: la vita del Padre in noi e la nostra vita in lui. Questo è il senso di quel Bambino che questa notte vedremo nella mangiatoia. Il Figlio di Dio ha preso su di sé la nostra carne per donarci la sua vita: “Non sono più due, ma uno solo”.