sabato – San Francesco di Sales
In quel tempo, Gesù entrò in una casa e di nuovo si radunò una folla, tanto che non potevano neppure mangiare. Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; dicevano infatti: «È fuori di sé» (Mc 3, 20-21).
Gesù rientra in casa, ma non riesce neppure a mangiare: la folla è sempre lì, esigente, pressante. La sua vita è ormai totalmente esposta. Il dono di sé diventa incomprensibile persino per i suoi.
I parenti intervengono con un giudizio duro: «È fuori di sé». Non sono gli avversari religiosi, ma i familiari a tentare di fermarlo. È una pagina dolorosa: chi gli è più vicino non riconosce il senso della sua missione. L’amore, quando non comprende, può trasformarsi in controllo.
Marco suggerisce una tensione profonda: Gesù appare eccedente, fuori misura rispetto alle attese comuni. La logica del Regno non coincide con quella del buon senso. Chi vive totalmente per Dio e per gli altri rischia sempre di essere frainteso.
Questo brano prepara il discorso successivo sul vero legame con Gesù: non quello del sangue, ma quello dell’ascolto e dell’obbedienza alla volontà di Dio. Prima ancora che venga detto, qui è già mostrato: seguire Gesù significa accettare anche l’incomprensione (Don Gian Franco Poli).





