Author: mjacob

3 giugno 2019

Gv 16,29-33 «Mi lascerete solo» La fede non è una certezza umana e non elimina mai il dubbio, l’oscurità e la prova. Oggi Gesù ripete ai discepoli che è facile credere nel Cristo splendente del Tabor, ma è difficile accettare senza scandalizzarsi il Cristo del venerdì santo, dell’orto degli ulivi, del calvario e del sepolcro. Anche Gesù ha provato il peso della solitudine, ma l’ha … Continue reading 3 giugno 2019 »

2 giugno 2019

Lc 24,46-53 «Perché state a guardare il cielo» Il tempo della Chiesa non è l’evasione verso un cielo da sogno, è invece il ritorno nella Gerusalemme terrena per percorrere pienamente le strade della propria missione: solo a questo punto si apre per il discepolo la porta della Gerusalemme celeste. L’ascensione è dunque la rappresentazione simbolica dell’intreccio tra presente e futuro, tra esistenza e speranza. Ma … Continue reading 2 giugno 2019 »

1 giugno 2019

Gv 16,23b-28 «Sono uscito dal Padre e sono venuto nel mondo, ora lascio di nuovo il mondo e vado al Padre». Il viaggio di Gesù, dall’Incarnazione all’Ascensione, ha un biglietto di andata e ritorno. All’andata, venendo nel mondo, il Signore era solo, ma al ritorno, salendo al Padre, ci ha portati con sé. Come cristiani non capiremo mai abbastanza il grande dono che ci è … Continue reading 1 giugno 2019 »

31 maggio 2019

Lc 1,39-56 Un Vangelo ricco di parole e gesti che generano una catena di relazioni. Maria si reca da Elisabetta, entra in casa e la saluta, così come l’angelo aveva fatto con lei. Le parole a lei rivolte sono il segno dell’opera di Dio che si fa strada nella storia umana, gettando ponti, illuminando legami, stringendo salde relazioni. Una sola azione dell’amore di Dio mette … Continue reading 31 maggio 2019 »

30 maggio 2019

Gv 16,16-20 Nella pienezza del Tempo Pasquale la liturgia riporta non più i Vangeli della risurrezione, ma quelli del tempo che la precede, tempo segnato da incomprensione, dolore e tristezza per i discepoli. La Pasqua è un “passaggio” che spinge sempre in avanti, ma che non dimentica il passato, al contrario ne ha cura, lo richiama, lo accoglie e lo interpreta perché divenga in noi … Continue reading 30 maggio 2019 »

29 maggio 2019

Gv 16,12-15 L’annuncio di Paolo ad Atene ha convinto pochi; ma cosa è successo nel cuore e nella mente di questi pochi? Nell’ascoltare le parole dell’apostolo, hanno accolto un altro annuncio che si è fatto strada in loro, l’annuncio dello Spirito. Sì, oltre che a “testimoniare”, lo Spirito anche annuncia, e Gesù ne tratteggia lo stile: «Non parlerà da se stesso, ma dirà tutto ciò … Continue reading 29 maggio 2019 »

28 maggio 2019

Gv16,5-11 C’è una condizione perché venga il Paràclito: «Se me ne vado, lo manderò a voi». È un po’ triste per i discepoli, ma è una necessità. Ci sono cose “necessarie” nella nostra vita, cose che all’inizio provocano in noi tristezza, desolazione, perché non ne capiamo il senso, ma che poi, una volta accolte, portano in noi un frutto di «giustizia» (v.10). La storia della … Continue reading 28 maggio 2019 »

27 maggio 2019

Gv 15,26 – 16,4a Il contesto è ancora quello dell’ultima Cena, dove Gesù, nel consegnare se stesso, ci annuncia anche le “cose future”. Non si tratta semplicemente di fatti ed eventi: Gesù vuole farci intuire il senso di ciò che sarebbe accaduto dopo la sua Ascensione, ossia l’azione dello Spirito. Nella persecuzione dei discepoli è detto che «lo Spirito darà testimonianza» (v.27). A chi? Ai … Continue reading 27 maggio 2019 »

26 maggio 2019

Gv 14,23-29 Il passaggio alla “novità” dello Spirito è stato e sarà sempre per la Chiesa, per il mondo, per ogni discepolo, un momento critico (di “crisi”), che segna qualcosa di assolutamente nuovo, pur nella continuità. Così è stato per la Chiesa di Gerusalemme quando ha visto ridimensionare le antiche prescrizioni giudaiche (I lett.); così sarà nella Gerusalemme celeste, quando non vi sarà più alcun … Continue reading 26 maggio 2019 »

25 maggio 2019

Gv 15,18-21 «Se il mondo vi odia, sappiate che prima di voi ha odiato me. Se voi foste del mondo il mondo amerebbe ciò che è suo». I cristiani non si differenziano dal resto egli uomini né per territorio, né per lingua, né per consuetudini, né usano di qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere di vita. Abitano ciascuno la loro patria, ma come … Continue reading 25 maggio 2019 »