16/02/2026 – Domenica 15 febbraio, il vescovo Vincenzo Viva ha celebrato alle 10, presso il Convento dei Cappuccini di Albano laziale, una Messa per l’avvio ufficiale del “Giubileo Francescano” nella diocesi di Albano e per l’apertura della prima chiesa giubilare in diocesi.
Lo speciale Anno Giubilare è stato indetto da papa Leone XIV nell’ottavo centenario della nascita al cielo di San Francesco d’Assisi e, in tale occasione, i fedeli potranno lucrare l’Indulgenza plenaria nelle chiese giubilari, secondo le consuete disposizioni della Chiesa.
Alla celebrazione di domenica 15 febbraio erano presenti, tra gli altri, l’arcivescovo Emilio Nappa, Segretario del Governatorato della Città del Vaticano, il Commissario prefettizio del Comune di Albano laziale, Filippo Santarelli, e autorità civili e militari.
«Papa Leone XIV – ha detto il vescovo Viva nella sua omelia – ha voluto indire questo Giubileo Francescano che durerà fino al 10 gennaio 2027, non solo per celebrare il nostro patrono d’Italia, ma anche per proporre San Francesco come modello di santità e di pace. San Francesco comprese che il Vangelo non è un codice di norme esteriori, ma una trasformazione del cuore. Quando, davanti al Crocifisso di San Damiano, udì la voce che gli diceva “Va’, ripara la mia casa”, capì che la vera riparazione riguardava la Chiesa intera, e che doveva cominciare dal proprio cuore. È la via dell’amore che è più radicale ed esigente, perché chiede sempre di più e non si accontenta del minimo indispensabile». L’impegno per la pace, allora, è un’esigenza che riguarda tutti: «È – ha aggiunto il vescovo di Albano – una declinazione dell’amore per il prossimo. Papa Leone ha ricordato che Francesco ricevette dal Signore un saluto particolare: “Il Signore ti dia pace”. Non una formula di cortesia, ma l’annuncio che la pace è la somma di tutti i beni di Dio, un dono che scende dall’Alto, che va implorato, custodito, promosso. Chiediamo che quest’Anno Francescano porti il desiderio del dono della pace nel cuore dell’umanità, nel cuore di tutti, specialmente dei potenti della terra. Ma non deleghiamo solo agli altri. Anche noi nel nostro piccolo siamo davanti a scelte quotidiane di come pensare la vita e le relazioni. Pensiamo la vita come un dono, viviamo riconciliati col Creato, vediamo Dio in ogni cosa, viviamo con impegno radicale le esigenze del Vangelo: autenticità nelle relazioni, verità nelle parole, purezza nelle intenzioni. Per essere testimoni disarmati e disarmanti della pace che viene da Cristo».
Le condizioni per ricevere l’Indulgenza plenaria (per sé o per i defunti) sono: confessione sacramentale per essere in grazia di Dio (negli otto giorni precedenti o seguenti), partecipazione alla Messa e Comunione eucaristica, visitare in forma di pellegrinaggio qualsiasi chiesa conventuale francescana o luogo di culto dedicato a San Francesco in qualunque parte del mondo (dove si rinnova la professione di fede, mediante la recita del Credo, per riaffermare la propria identità cristiana), la recita del Padre Nostro, per riaffermare la propria dignità dei figli di Dio, ricevuta nel Battesimo e una preghiera secondo le intenzioni del Papa, per riaffermare la propria appartenenza alla Chiesa, il cui fondamento e centro visibile di unità è il Romano Pontefice.
Durante l’Anno Giubilare Francescano, le parrocchie, le comunità religiose, le associazioni e i gruppi ecclesiali sono invitate a organizzare pellegrinaggi e momenti di preghiera, affinché questo tempo straordinario porti frutti abbondanti di conversione e di rinnovamento spirituale per tutta la nostra Diocesi.
Il parroco del Cuore Immacolato di Maria, don Paolo Palliparambil, e la comunità religiosa presente sono disponibili ad accogliere e coordinare i pellegrinaggi. Per informazioni e per concordare gli aspetti organizzativi (confessioni, orari, gruppi numerosi) è possibile contattare suor Caterina: +393395805017 o don Paolo: +393495845046.







