Parola & Parole

23 gennaio 2021

Mc 3,20-21

«È fuori di sé», come a dire: “non è lui, gli ha dato di volta il cervello; questo Gesù non è quello che conosciamo”! Già… è il nostro modo di leggere l’agire di Dio quando non ci piace, quando non è secondo la nostra logica, quando non si accorda con il nostro modo di pensare. Un proverbio indiano dice: “Quando hai trovato Dio uccidilo, perché non è Dio”! Essere cristiani significa lasciarsi sorprendere ogni giorno da qualcuno che è diverso da noi. Riconoscere a Dio, a ciascun fratello e sorella la propria libertà e originalità è il primo passo per un sincero cammino di incontro e unità. Oggi è il giorno migliore per

 

22 gennaio 2021

Mc 3,13-19

La lettera agli Ebrei parla di un’alleanza nuova non più scritta “fuori” di noi, ma impressa dentro, nella nostra mente e nel nostro cuore. Come si fa a imprimere qualcosa nella mente e nel cuore di una persona, se non facendogliela desiderare? È come quando ci si innamora: quando pensi a lui o a lei, ti accorgi improvvisamente che il tuo cuore batte più forte… chi ami ti sta già dentro! Così quando il Signore entra in intimità con noi, per riconoscere la sua voce ci basta ascoltare cosa di più vero ci si muove dentro; e sentiamo che quella voce, come quando Gesù quel giorno sceglieva i Dodici, ci chiama per nome.

 

21 gennaio 2021

Mc 3,7-12

«Sacrificio e offerta non gradisci» – recita il salmo –, perché Tu mi hai aperto a un ascolto più profondo. Quando ho compreso che non volevi olocausti e sacrifici per il peccato, allora ti ho detto il mio sì. Ecco, vedi, non vengo con offerte, ma con la sola cosa che ti piace: Io vengo per fare la tua volontà. E mi consola sapere che Tu non cerchi altro da me. Anche quest’oggi, oggi che sei stanco e pressato da una calca di gente, tu chiedi solo che ti sia messa a disposizione la mia barca. Chiedi di poter essere accolto così come sei e io non desidero che poterti accogliere così come sono… Mio Signore, ti do tutta la mia disponibilità. Fa’ di me quello che più ti piace, secondo ciò di cui Tu hai bisogno.

 

20 gennaio 2021

Mc 3,1-6

Nella misura in cui la nostra vita è redenta dall’incontro con Cristo Gesù, siamo chiamati ad uscire da noi stessi, a “lavorare” per gli altri, ad essere capaci di vedere le necessità e le paralisi dei fratelli e delle sorelle accanto a noi, a prendercene cura, mettendoli al centro delle nostre attenzioni e dei nostri interessi.

La vita del regno dei cieli è quella in cui ciascuno si occuperà solo di chi gli è accanto, davanti, attorno: avremo occhi e cuore trasfigurati dall’amore.

Iniziamo oggi a vivere il Paradiso, impegnandoci perché lo splendore di chi ci è accanto rifulga in tutta la sua lucentezza, a gloria di Dio.

19 gennaio 2021

Mc 2,23-28

Il Vangelo ci invita a scoprire il valore supremo della vita umana. È Dio stesso che con l’intera creazione, con tutta la storia della salvezza e con la Redenzione non fa altro che porre al di sopra di tutto la persona umana. Quello che oggi Gesù vuole dirci è che qualsiasi legge, regolamento, organizzazione, è pensato e creato a servizio dell’alta dignità e vocazione dell’uomo e della donna, e deve rimanere tale. Non ci accada mai di infatuarci dell’opera delle nostre mani piuttosto che rimanere cultori del meraviglioso mistero dell’uomo e della donna creati a immagine di Dio. Piuttosto la nostra opera sia quella di far maturare sempre di più nelle nostre sorelle e nei nostri fratelli quella somiglianza che è chiamata a raggiungere la statura di Cristo.

18 gennaio 2021

Mc 2,18-22

Oggi Gesù, dinanzi alla domanda sul digiuno ci sta dicendo qualcosa di veramente innovativo; che, cioè, la vita del cristiano è una esistenza segnata dalla gioia delle nozze, poiché Gesù, il Dio-fatto-uomo, è con noi tutti i giorni:“Non possono digiunare quando lo Sposo è con loro”.

C’è tuttavia un momento, un tempo, in cui la presenza dello Sposo è strappata alla sposa – “Allora digiuneranno” – ed è il mistero della “vedovanza” che la Chiesa e l’anima fedele vive in attesa del Suo ritorno nella gloria. Gesù ci sta dicendo che c’è un digiuno che è espressione dell’amore della sposa in cerca e in attesa dello Sposo: è il luogo della memoria della sua presenza. Il digiuno, infatti, ci rende più attenti, maggiormente sensibili ai sapori, agli odori… ela sposa non può dimenticare il profumo e la dolcezza dello Sposo, è inconfondibile. Il nuovo digiuno ci aiuta a destare i sensi spirituali con i quali pregustare il Suo ritorno. Non più segno di penitenza, ma espressione di una nostalgia d’amore.

17 gennaio 2021

Gv 1,35-42

Ci sono persone nella vita dalle quali ti senti capito, letto dentro, conosciuto anche più di quanto tu non riesca a fare con te stesso. Ti riesce naturale allora, fidarti, affidarti e seguirle. Tanto la loro presenza ti rivela il volto di Dio che, come il giovane Samuele con Eli, confondi addirittura la voce di Dio con la loro. Seguendo loro ti ritrovi a seguire Dio stesso e impari a riconoscerne la voce.

In questo giorno ti ringraziamo, Signore, per le persone speciali che ci ha posto accanto nel cammino della vita, che ci hanno aiutato a riconoscere il tuo volto d’amore su di noi e a seguirti senza timore.

16 gennaio 2021

Mc 2,13-17

Nella Lettera agli Ebrei leggiamo: “Non vi è creatura che possa nascondersi davanti a Dio, ma tutto è nudo e scoperto agli occhi di colui al quale noi dobbiamo rendere conto”. Gesù conosce Levi, figlio di Alfeo, a lui non sono nascosti i suoi peccati, ma non gli è nascosto neanche il suo cuore. Un cuore capace di aprirsi al Bene, capace di accogliere la misericordia sanatrice di Dio: si alzò e lo seguì!

“Gesù – prosegue la Lettera agli Ebrei – è stato messo alla prova in ogni cosa, come noi, escluso il peccato. Accostiamoci dunque con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno”.

Apriamo il nostro cuore alla misericordia, lasciamo che sciolga i nostri peccati come neve al sole; anche se intorno a noi c’è buio e dolore, lasciamo che la luce dell’Amore riscaldi il nostro cuore, apriamoci alla speranza: non tutto finisce qui!

15 gennaio 2021

Mc 2,1-12

È tanta la folla che si accalca per essere guarita da Gesù, perciò viene scoperchiato il tetto della casa per presentargli un paralitico.

E Gesù nel vederlo si rivolge a lui e gli dice: “Figlio, ti sono rimessi i peccati”.Lo chiama figlio, gli annuncia la remissione dei peccati, ma lui rimane paralizzato. Gesù va a rompere una mentalità ormai radicata dove la malattia è legata al peccato commesso, è una punizione. Vista poi l’incredulità di molti, Gesù decide di dimostrare che la sua Parola realizza quanto dichiara, ridonando a quel “figlio” anche la salute fisica: “Alzati, prendi il tuo giaciglio e va’”. Questa guarigione è il segno della forza del perdono ed è un insegnamento per noi. Dobbiamo fare il bene, curare, sostenere, aiutare…  senza tralasciare la cosa più importante: l’annuncio del Regno, che Gesù è il Salvatore, il Redentore che ci do15na la Salvezza.

14 gennaio 2021

Mc 1,40-45

Gesù guarisce un uomo dalla lebbra. È la quarta scena di guarigione che ci propone l’evangelista Marco. Nei versetti precedenti si evidenzia in modo chiaro l’obiettivo di Gesù: lasciare Cafarnao per annunciare il Regno. Questo incontro imprevisto, lo “costringe” a pensare in modo diverso il suo ministero. Infatti, la “pubblicità” che il lebbroso fa a Gesù fa sì che tanti malati e indemoniati vadano da lui.Essere pronti ad accogliere l’imprevisto, provare compassione per il bisogno dell’altro, e cambiare quindi i propri progetti. Dall’altra parte c’è il rischio dell’assistenzialismo.Anche un non credente può fare del bene, ma il Bene più vero che io posso donare è la fede in Cristo, donare un Amore capace di aprire il cuore ad un “Oltre” che ci attende, ad una presenza che ci accompagna.