giovedì della prima settimana di quaresima
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti» (Mt 7, 7-12).
Questo brano appartiene al Discorso della Montagna (Mt 5–7) e ne rappresenta quasi il cuore spirituale: la fiducia filiale nel Padre e la “regola d’oro” come sintesi della Legge. «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete; bussate e vi sarà aperto». I tre verbi sono progressivi: Chiedere atteggiamento di bisogno; Cercare dinamismo del desiderio; Bussare perseveranza nella relazione. Non è una formula magica, ma una pedagogia della fiducia. Il tempo verbale indica continuità: continuate a chiedere, a cercare, a bussare. La preghiera è perseveranza. Gesù introduce un paragone familiare: «Quale padre, tra voi, darebbe una pietra al figlio che chiede un pane?». Il fondamento della preghiera non è l’efficacia della domanda, ma la bontà del Padre. Dio non è un distributore di grazie, ma Padre che dona ciò che è buono. Talvolta non ciò che chiediamo, ma ciò che davvero ci conduce alla vita. «Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro». Questa frase è definita: «Questa infatti è la Legge e i Profeti». È la sintesi dell’etica evangelica. Non solo evitare il male, ma anticipare il bene. Gesù trasforma la reciprocità in responsabilità attiva. Il discepolo è colui che vive tra queste due coordinate: mani alzate nella preghiera e mani tese verso l’altro (Don Gian Franco Poli).





