News diocesane

Disposizioni sulla scomunica latae sententiae nei riguardi del sig. Bruno Carmelo Carnovale

Pubblichiamo in allegato un comunicato delle diocesi di Tivoli e di Palestrina riguardante il provvedimento di scomunica latae sententiae nei confronti del signor Bruno Carmelo Carnovale, fedele laico della diocesi di Tivoli.
Le iniziative guidate dal signor Carnovale, che pubblicamente, insieme al suo gruppo pseudo religioso, diffonde dottrine falsamente religiose e insegnamenti biblici distorti ed estranei alla verità dei testi sacri, sono in assoluta opposizione alla dottrina cattolica e pertanto nulla hanno a che fare con la grazia della fede e della salvezza affidate da Gesù Cristo alla Chiesa fondata sulla salda roccia dell’apostolo Pietro.
Si rammenta che i fedeli che aderiscono e frequentano personalmente il gruppo guidato dal signor Bruno Carmelo Carnovale e che prendono parte ai suoi riti pseudo-mistici o addirittura magici, incorrono ex canone 1364 del Codice di Diritto Canonico nella scomunica latae sententiae per il delitto canonico di eresia.
Si invitano dunque i fedeli al dovere di vigilanza e di saggio discernimento per evitare ogni forma di coinvolgimento in tale gruppo pseudo religioso.

«Se hai un cuore»

Strumento di salvezza e via di santità, ma anche terra di combattimento e covo di ipocrisia. È il cuore dell’uomo. Un cuore che deve essere “unificato” da Dio e conformato dagli uomini al cuore di Gesù. Sul tema “Se hai cuore…” si è sviluppata la riflessione che il vescovo Marcello Semeraro ha condiviso con i sacerdoti del presbiterio diocesano venerdì scorso, solennità del Sacro Cuore di Gesù, nel corso della mattinata di ritiro spirituale vissuta ad Anzio, nella chiesa di Santa Teresa, in occasione della Giornata di santificazione sacerdotale e a conclusione dell’anno pastorale. La riflessione di monsignor Semeraro, dal titolo “Se hai cuore..” è stata poi consegnata ai presenti.
L’argomento è stato tratto da un apoftegma che dice così: “se hai cuore puoi salvarti”, di un padre chiamato Pambo, un monaco vissuto nel IV secolo, che ebbe rapporti con Antonio il Grande e col quale nel 355 fu chiamato da Atanasio ad Alessandria per dare testimonianza della retta fede contro gli ariani. «“Se hai un cuore” – ha detto il vescovo Semeraro – può essere la formula che sposta l’attenzione dalle opere esteriori, all’interiorità; dall’azione alla intenzione. L’ultimo apoftegma che riguarda proprio abba Pambo dice così: “Il padre Teodoro di Ferme chiese al padre Pambo: dimmi una parola. Con molta fatica gli disse: va’, Teodoro, abbi misericordia con tutti, perché la misericordia trova accesso sicuro presso Dio”. L’ultima parola, dunque, è sulla misericordia. Ora vogliamo sperare che misericordia sia per noi anche l’ultima parola del Signore. Egli ci conceda di udirla, se è vero che i santi e le sante non sono gli invincibili guerrieri dello spirito, ma persone che quanto più progrediscono tanto più si rendono conto della loro fragilità e perciò bisognosi dell’aiuto di Dio. Non sono i digiuni e le molte veglie a edificare la santità, bensì l’umiltà. È, in fondo, quella che in “Gaudete et exsultate” Francesco chiama santità della porta accanto: da cercare nella vita quotidiana e nella adesione alla volontà di Dio per ciascuno di noi».
Per questo, il vescovo ha ribadito la necessità di avviare percorsi di verifica personale, sulla vita privata di tutti i giorni: «Come è nella mia stanza – ha chiesto Semeraro – la mia santità? E le mie cadute? Il cuore indica l’interiorità della persona dove c’è il ricordo incessante di Dio e dove risiedono tutti i pensieri dell’anima e la sua speranza. Indica anche una dimensione del nostro agire; anche nell’azione pastorale. Tuttavia, non è soltanto il luogo dove abita Dio, ma pure il luogo dove il Nemico scatena le sue forze per allontanare da Dio. Il cuore è terra di combattimento. Per entrare nel proprio cuore occorre essere degli atleti, dei lottatori». E nel combattimento spirituale, ha rimarcato il vescovo di Albano, i contendenti – le passioni – stanno dentro ciascuno: non combattono fuori su di un immaginario ring mentre le persone le stanno a guardare in poltrona. «Nella lotta spirituale – ha aggiunto Semeraro – noi siamo sempre parte in causa. Non solo: nella lotta ci siamo con tutte le nostre ferite interiori, non ancora guarite. Queste “ferite” i Padri del deserto le chiamano passioni e dicevano ch’è sempre necessario conoscerle per poterle anche dirigere, guidare, educare. Col peccato non si può scherzare, o amoreggiare. Il Salmo 12 dice che “le labbra adulatrici parlano con cuore doppio”, ossia con due cuori». Il rischio sottolineato dal vescovo di Albano è che, prima o poi, la doppiezza del cuore si manifesterà come doppiezza di parola, diventando ipocrisia. «Ne parlò una volta Francesco – ha concluso Semeraro – quando distinse tre tipi di cristiano: della luce, delle tenebre e del grigio, ossia quelli che “una volta stanno da questa parte, un’altra da quella”. Noi, invece, abbiamo davvero bisogno di avere un cuore unificato, invocandolo da Dio che la santa mistica Gertrude di Helfta chiamava “amore unificante del mio cuore”. Noi, che abbiamo ancora due cuori, possiamo invocarlo alla stessa maniera e chiedergli di farne uno solo sicché la nostra vita sia una lode al suo Nome. Non stanchiamoci d’invocare col Salmo: “O Signore, unifica il mio cuore” o, ancora, traducendo le litanie del Sacro Cuore: “fa’ che io ti somigli, o Signore Gesù!”. Che è, poi, domanda d’imitazione di Cristo, di conformazione a Cristo. Se Egli ha un cuore, è doveroso e santo anche per noi avere un cuore».

Orari estivi dell’Ufficio Matrimoni

Nel mese di luglio, l’ufficio Matrimoni sarà aperto nelle parrocchie della zona Mare nei giorni 2, 16 e 30 presso la parrocchia Sacro Cuore di Nettuno e nei giorni 9 e 23 luglio presso la parrocchia SS. Anna e Gioacchino di Lavinio.
Ad agosto, invece, durante i giorni di chiusura estiva degli uffici (12-25 agosto), l’ufficio Matrimoni nella curia diocesana (piano Terra stanza n° 3) sarà aperto dalle 9.30 alle 12 nei giorni 19, 21 e 23.

Monastero invisibile: luglio 2019

Nel mese di luglio, la preghiera del Monastero invisibile accompagna i circa cinquecentomila studenti che stanno sostenendo le prove di maturità nella scuola superiore e tutti quei giovani che in questo tempo si trovano davanti a scelte impegnative, chiedendo per tutti il dono della Sapienza, che apre il cuore alla Verità, alla ricerca del vero Bene e aiuta a leggere la propria vita e quella dell’altro come luogo abitato e amato da Dio.

Celebrazioni per Santa Maria Goretti, compatrona della diocesi di Albano

Sabato 6 luglio, al termine della solenne concelebrazione delle 18 presieduta dal vescovo di Albano Marcello Semeraro, partirà dal santuario della Madonna delle Grazie e Santa Maria Goretti il trentatreesimo pellegrinaggio a piedi Nettuno – Le Ferriere, in onore di Santa Maria Goretti.
I fedeli percorreranno lo stesso tracciato percorso dalla Santa, ormai ferita a morte, il 5 luglio 1902 diretta all’ospedale Orsenigo di Nettuno dove morirà il giorno dopo. L’intero cammino sarà animato con canti, riflessioni, testimonianze e preghiere ispirati da un tema suggerito dall’attualità nella Chiesa nel mondo. Il tema di quest’anno è: “Marietta, l’adesso di Dio” ispirato dalla esortazione apostolica “Christus vivit” di papa Francesco. La prima parte dei dieci chilometri previsti, fino alla breve sosta di Tre Cancelli, sarà dedicata alla riflessione e alle testimonianze su temi che riguardano il mondo dei giovani trattati nell’ultimo Sinodo a loro dedicato, celebrato lo scorso ottobre. Nella seconda parte, troverà spazio soprattutto la preghiera fino alla Casa del martirio di Santa Maria Goretti dove si arriverà verso le 22,30. La manifestazione si concluderà con la benedizione finale del vescovo di Latina, monsignor Mariano Crociata.

Cordoglio per la morte di padre Pietro Alessio

Il Vescovo di Albano Marcello Semeraro e il Presbiterio diocesano affidano al Buon Pastore il sacerdote Padre Pietro Alessio, della Congregazione degli Oblati di San Francesco di Sales, deceduto nella serata di giovedì 25 luglio a Udine, all’età di 84 anni.

Gesù Risorto, che ci ha liberati dalla schiavitù del peccato e della morte, lo accolga nella liturgia del cielo.

Le esequie saranno celebrate lunedì 29 luglio a Codroipo (UD), paese natale del sacerdote, mentre la salma giungerà martedì 30 luglio alle 10 nella chiesa di San Benedetto a Pomezia, città in cui padre Pietro ha vissuto e svolto il suo ministero sacerdotale per 53 anni, nelle parrocchie di San Benedetto Abate e Sant’Isidoro agricoltore, e dove sarà sepolto, nel cimitero comunale.

Il 30 giugno la Giornata per la Carità del Papa

Domenica 30 giugno la Chiesa italiana celebra la Giornata della carità del Papa, che costituisce una forma concreta di partecipazione ecclesiale e un’occasione per compiere un gesto di fraternità, con il quale ogni fedele può partecipare all’azione a sostegno dei più bisognosi e delle comunità ecclesiali in difficoltà, che si rivolgono alla Sede Apostolica.
Nel corso del suo magistero, più volte papa Francesco ha messo in guardia dalla tentazione di identificare l’elemosina con la semplice moneta offerta in fretta, senza coinvolgimento e ne ha ricondotto il significato alla stessa “misericordia”, spiegando che per essere efficace ha bisogno della partecipazione gioiosa del cuore.
Attraverso questo segno di condivisione, si consente allo sguardo paterno e universale del Papa di arrivare davvero lontano, nelle regioni martoriate dalla violenza e dalla miseria, nelle periferie delle città, a famiglie, malati e poveri, aiutati con estrema discrezione.
Lo scorso anno le diocesi italiane hanno offerto alla Santa Sede oltre 2,1 milioni di euro. L’importo pervenuto alla Santa Sede, a titolo di can.1271 del Codice di Diritto Canonico è stato di 4.025.275,00 euro (di questi, quasi 4milioni sono stati inviati dalla Cei). A questi, occorre aggiungere ulteriori 100mila euro offerti dalla Conferenza episcopale italiana per la Carità del Papa a favore di una specifica destinazione.
Anche per il 2019 i mezzi di comunicazione della Chiesa italiana (Avvenire, Tv2000, la rete radiofonica Inblu e l’agenzia Sir) e delle diocesi – a partire dai settimanali diocesani aderenti alla Fisc – sosterranno l’iniziativa con particolare impegno. Nel mese di giugno, ad esempio, i mensili di Avvenire (Luogghi dell’infinito e Noi famiglia & vita) veicoleranno ai lettori 170mila buste con il pieghevole predisposto dall’Obolo di San Pietro e il relativo bollettino per le offerte. Analoga iniziativa sarà realizzata dai settimanali diocesani della Fisc. Come lo scorso anno, inoltre, Avvenire destinerà l’intero ricavato delle vendite del quotidiano di domenica 30 giugno (al netto di costi diretti sostenuti) alla Carità del Papa, mentre i giovani saranno invitati a organizzare gruppi di diffusione di Avvenire e inviare al giornale esempi e testimonianze di progetti di carità realizzati nelle loro comunità.

«Voi date loro da mangiare»

Tutti e quattro i vangeli riportano racconti di moltiplicazione dei pani. È, dunque, opportuno che noi, questa sera, cogliamo alcune particolarità di san Luca, giacché ogni evangelista ha la sua singolare prospettiva cui è doveroso fare attenzione. «Una parola ha detto Dio, due ne ho udite», recita, infatti, il Salmo (62 [61],11) sicché, come spiegava un antico maestro ebreo, essa rassomiglia a un martello che, frantumando la roccia (cf. Ger 23,29), ne fa sprizzare innumerevoli scintille (cf. Talmud Sanhedrin 34a). La prima che noi questa sera raccogliamo è quella sottolineatura, caratteristicamente lucana, dove, per introdurre il racconto, si dice che «Gesù prese a parlare alle folle del regno di Dio e a guarire quanti avevano bisogno di cure» (v. 11).

Parlare e guarire: ecco il binomio su cui anzitutto riflettere. Gesù, infatti, non parlava soltanto, ma al tempo stesso guariva. Le narrazioni dei vangeli sono praticamente intessute con questi due fili d’oro: l’annuncio del Regno e la prassi che lo inaugura, ossia le opere di guarigione ed è per questa ragione che il Concilio Vaticano II insegna che l’economia della Rivelazione «comprende eventi e parole intimamente connessi, in modo che le opere, compiute da Dio nella storia della salvezza, manifestano e rafforzano la dottrina e le realtà significate dalle parole, mentre le parole proclamano le opere e illustrano il mistero in esse contenuto» (Dei Verbum n. 2).

Nuovo Direttorio per il Diaconato permanente nella diocesi di Albano

Con la data della Solennità di Pentecoste, il vescovo Marcello Semeraro ha promulgato il Direttorio per il Diaconato permanente nella diocesi di Albano, frutto della riflessione maturata nelle sessioni del Consiglio presbiterale diocesano e del confronto con il delegato vescovile per il Diaconato permanente. Dieci anni dopo l’approvazione del testo normativo per la diocesi, che aveva come obiettivo quello di offrire un quadro organico e stabile per quanto riguarda la formazione e la vita del diaconato permanente, monsignor Semeraro ha ritenuto necessario un aggiornamento, alla luce dell’esperienza maturata e dei mutamenti nel frattempo intervenuti.
Il nuovo testo contiene, per la diocesi di Albano, gli “Orientamenti e le norme per l’ammissione e l’esercizio del diaconato permanente” e sostituisce il testo precedente a partire dalla sua entrata in vigore, prevista per il 28 giugno prossimo, solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù.
In allegato il documento.